Don Winslow

Don Winslow

02/08/2010  |  di Andrea Valbonetti

Giovedì 8 luglio 2010 Don Winslow, uno degli scrittori americani di noir più affermati, ha partecipato ad una serata al Teatro dal Verme di Milano, nell’ambito della Milanesiana, dal tema ´Il paradosso nella letteratura´

Il noir, considerato agli albori letteratura di serie b, grazie alla presenza di alcuni grandi scrittori, sta sempre più acquisendo valenza letteraria. Attraverso i registri linguistici e le convenzioni del genere, infatti, è possibile svelare i paradossi della nostra società, dove il potere e l’ambizione per la ricchezza rendono labile il confine tra bene e male, giusto e sbagliato, interesse comune e privato.
Per Don Winslow il noir si pone due obiettivi: ´ricercare la verità´ e ´rispondere alla domanda: come si può vivere una vita onesta in un mondo sostanzialmente disonesto?´. Per dimostrare la sua tesi, lo scrittore ha messo a confronto due opere l’Enrico IV di Shakespeare ed il film il Padrino. Entrambe sono la stessa storia con ´poli morali opposti´. Nel primo Hal, principe e futuro re, è un perdigiorno scanzonato fino a quando, per dimostrare la propria responsabilità verso il regno, uccide il ribelle Hotspur perdendo l’innocenza e rinnegando il proprio passato. Nel secondo Michael Corleone è un eroe di guerra che, per dimostrare la lealtà verso il padre e la famiglia, diventa prima un sicario e poi il nuovo padrino. In entrambi i casi si assiste ad un processo di trasformazione in cui bianco e nero si fondono in un’ambiguità morale difficile da discernere. Hal, assumendosi le responsabilità di governo, ma uccidendo un uomo ´nel diventare buono è diventato cattivo´, mentre Michael, diventando un mafioso, ma riappacificandosi con la famiglia ´nel diventare cattivo è diventato buono´. È un paradosso, è la poetica dell’ambiguità che racconta la nostra vita di tutti i giorni. Leggere un romanzo di Don Winslow è un’immersione in un mondo di corruzione, di lotte di potere, di personaggi indimenticabili dove spesso i cattivi sono buoni ed i buoni cattivi. Ne L’inverno di Frankie Machine (Einaudi) il protagonista, un ex killer della mafia ormai in pensione che per salvare se stesso e la famiglia deve tornare a fare i conti con il proprio passato, dice: ´Lo sai perché il governo vuole sbarazzarsi del crimine organizzato? Siamo in competizione.[…]Il governo è la criminalità organizzata. L’unica differenza tra loro e noi è che loro sono più organizzati´.
Frase ad effetto, forse apparentemente qualunquista, ma leggendo i giornali e non soffermandosi alla superficialità delle cose, non richiama alla mente domande aperte anche della nostra recente storia? Un perfetto esempio di come il noir possa assumere una valenza sociale portando il lettore a riflettere sui contrasti del nostro tempo e sui paradossi della storia.

Don Winslow



http://www.protosound.net A Buzz Supreme Mk Records Pyxel.it Marte Live