Yo Yo Mundi - Resistenza

Yo Yo Mundi

Resistenza

2005 - IL MANIFESTO / MESCAL

28/06/2005  |  di Christian Verzeletti

Agli Yo Yo Mundi mancava un disco dal vivo.
E, visto lo spessore e la storia che la band di Paolo Archetti Maestri si porta dietro, l’occasione doveva essere qualcosa di più di un semplice concerto: ci voleva un evento che valesse la pena documentare. Uno spettacolo che testimoniasse non solo le loro capacità, ma un preciso avvenimento e una precisa idea.
Da tempo infatti gli Yo Yo Mundi adoperano la musica come uno strumento per comunicare e per fare memoria. In questo contesto “Resistenza” è il live migliore che potessero fare: registrato al Teatro Municipale di Casale di Monferrato, è un passo fondamentale nel loro cammino, perché porta avanti quel lavoro tra musica e parola, tra canzone e teatro, tra coscienza e impegno la cui ultima tappa era stata “54”.
Cd + dvd presentano lo spettacolo “La Banda Tom e altre storie partigiane”, la cui prima si è tenuta il 15 gennaio 2005 per ricordare il 60° della Liberazione e della strage compiuta dai fascisti. Tredici erano i partigiani della Brigata Tom trucidati e tredici sono i protagonisti sul palco, con l’aggiunta di Marino e Sandro Severini (Gang), Paolo Bonfanti, Paola Tomalino, Giuseppe Cederna e Fabrizio Pagella, tutte voci consone al progetto e al percorso degli Yo Yo Mundi.
Determinantii sono la fisarmonica di Fabio Martino e la presenza dei fratelli Severini ad aumentare il tasso storico-popolare dei pezzi: vale la pena ricordare appunto “Tredici”, un inedito composto per l’occasione, cantato in duetto da Paolo e Marino, uno di quei pezzi forti che meritano di entrare nella nostra coscienza di popolo e di singoli individui.
Sul palco si alternano canzoni nuove e tradizionali, voci recitanti e immagini in un continuo confronto che vuole coinvolgere ben oltre l’ascolto: il dvd offre la visione dell’evento con qualche variazione in scaletta e aggiunge clip, interviste e testimonianze, ma soprattutto dà prova della tensione sviluppata sul palco. Parole, musiche e gesti assumono un’eco sottolineato dalla mimica dei protagonisti e dalla scenografia spartana della rappresentazione.
Oltre a Fenoglio, Primo Levi e Wu Ming, prendono vita brani di Lalli, di Leonard Cohen e degli Stormy Six. Colpiscono i rimandi all’attualità, che tolgono qualunque senso celebrativo e rinnovano il concetto di “Resistenza”: dalle amare constatazioni di “Al Golgota” (“Davvero ci meritiamo quest’epoca in cui viviamo”) alla drammatica lettera indirizzata ad una madre col figlio in guerra che è “L’ultimo testimone”, c’è un´unica voce che non si lascia tacciare dal relativismo corrente. In maniera fortemente civile vengono così fatte le dovute distinzioni tra i partigiani e Salò e allo stesso modo “Le storie di ieri” di De Gregori diventa un frecciata alla rivalutazione di Mussolini.
Anche i pezzi conclusivi sono più che delle passerelle corali: “Bella ciao” torna ad essere un inno di lotta, condiviso in modo spontaneo, mentre “Viva l’Italia” sembra voler ricordare un sentimento popolare che ci accomuna.
Alla fine è doveroso ribadire che “Resistenza” è un’uscita priva di retorica e di qualunque convenienza commerciale e patriottica: del trittico (Modena City Ramblers, Casa del Vento, Yo Yo Mundi) con cui la Mescal ha deciso di partecipare alla commemorazione del 25 aprile, questa è la tavola più autentica.


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Track List:

  • La nostra guerra non è mai finita|
  • Al Golgota|
  • Eurialo e Niso|
  • Non c’è nessun dopoguerra|
  • Le storie di ieri|
  • Ma l’amore si fa ripensare|
  • Brigata Partigiana Alphaville|
  • The Partisan|
  • Tredici|
  • A Stalingrado no!|
  • Stalingrado|
  • L’ultimo testimone|
  • Festa d’aprile|
  • Bella ciao|
  • Viva l’Italia

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