Ogni uscita degli Yo Yo Mundi, sia essa un concerto, una collaborazione o anche la pubblicazione di un cd singolo come “La libertą”, č l’occasione per un ulteriore passo avanti su un cammino fatto di fantasia e di tradizione, di musica e di coscienza.
Secondo questa logica, i programmi, pił o meno discografici, possono subire variazioni in base alle motivazioni e agli stimoli incontrati strada facendo.
Il brano portante di questo singolo avrebbe dovuto essere un remix de “La danza dei pesci spada”, poi sostituito dalla cover di Gaber. Motivo: testimoniare la propria vicinanza al cantautore, oltre che rendergli un sentito ommagio. E gli Yo Yo Mundi sono tra i pochi che ne hanno tutto il diritto, visto la loro partecipazione a “Io non mi sento italiano” e la presenza in studio di Beppe Quirici, che č stato produttore degli ultimi due dischi di Gaber.
Va detto inoltre che le canzoni degli Yo Yo Mundi, pur mantenendo uno sguardo e un linguaggio pił leggeri, ben si accostano per tematiche, e a tratti anche per suoni, all’etica umanista di Gaber. La versione della “Libertą” č infatti in linea con la loro produzione: una combinazione di folk-rock e di musica popolare, che assume toni corali, per ribadire la partecipazione di tutta la line-up nel saluto diretto al Signor G.
Il dischetto inoltre si segnala per altri due brani: “La storia del Bacicalupo innamorato” e “Uh-uh Ah-ah, j“ai toujours faim de toi”. Il primo č un inedito strumentale, ormai si puņ dire “alla Yo Yo Mundi”, con tanto di violoncello, flauto a traverso e campane tibetane, che serve da presentazione all’omonimo libro di favole a firma della band. Il volume dovrebbe comprendere tavole a colori ed anche delle musiche, tutte centrate sulle figure di animali immaginari.
Il secondo brano č invece tratto dall’album “Alla bellezza dei margini”,con l’aggiunta delle percussioni di Claudio Fossati e dei cori di Simona Sinina Carando. Qua il rimando č a Francesco Biamonti, scrittore ligure scomparso due anni fa, a cui il testo cerca di avvicinarsi con una scrittura scarna.
Costituito da tre canzoni, “La libertą” si presenta solo a livello quantitativo come un’uscita secondaria rispetto “Alla bellezza dei margini”. Ma, se si considerano qualitą e sostanza, questo mini-cd diventa necessario. Tanto che potrebbe e dovrebbe essere preso ad esempio per come un singolo puņ diventare parte viva, e non solo semplice protuberanza, dell’album ufficiale.
Track List: