Yo Yo Mundi - Fuoriusciti

Yo Yo Mundi

Fuoriusciti

2008 - Sciopero Records

25/11/2008  |  di Massimo Sannella

“Non è solo la memoria pubblica ad avere dimenticato le correnti liberali, democratiche e libertarie presenti nell’Italia repubblicana. E’ anche la storiografia ad avere sottovalutato il contributo che i laici hanno dato allo sviluppo civile dell’Italia moderna……”.
Non serve un lavorìo spasmodico di tastiera per riconoscere e arrendersi davanti al fatto compiuto che si è faccia a faccia con un capolavoro da consigliare chi cerca il “profondo” nello spessore. Non ci vuole tanto per capire che in giro ci sono delle idee già mature e strepitose quando nascono. E’ il caso di “Fuoriusciti” , ennesimo successo annunciato del progetto nato dalla natura e dall’ingegno “consapevole” dei Yo Yo Mundi, una delle band italiane che portano alto il nome della biodiversità musicale, disponendo da sempre la loro “comunicazione sonora” al servizio della memoria, delle radici, dell’impegno sociale e della raffinatezza d’intento.
L’album della band piemontese è un collage dei loro “commenti” sonori registrati in diretta durante le varie partiture e scene dello spettacolo teatrale “Ricordi Fuoriusciti” del regista Beppe Rosso che vede sul palco gli attori Fabrizio Pagella e Tatiana Lepore , recitanti sullo script di Rosso e Marco Godetti.
Contiene diciannove frasari di suoni che scandiscono momenti, riflessioni, recitati e interventi, applicati al tema centrale dello spettacolo che si muove attorno alla vita e le opere dei fratelli Nello e Carlo Rosselli, Antonio Gramsci, Piero Gobetti e Gaetano Salvemini. La logorazione, la profondità , il dolore e il pathos si avvicinano e si plasmano tutt’uno con acustiche, elettriche, clarini e fisarmoniche, con quella stupefacente “azione” riflessiva dove la storia non ha timore di aprire la porta alla personalità poetica folk degli strumenti.
Un grande investimento artistico questo degli Yo Yo Mundi di Paolo Enrico Archetti Maestri, band da sempre al timone di un sollecito compositivo e di scandaglio tra le biffie “anomali” della realtà vivente e umana; per uscire dal consueto “suonare in musica” piegato dai clichè e dal marketing, e i loro formidabili assetti fuori mercato e moda ci hanno regalato e regalano le cose più sincere e alte che “l’altra Italia sonante” possa distribuire.
Un disco che si aggiunge al corollario della loro produzione “colta e sensibile”, magari un po’ distante nell’approccio immediato per il pezzo visivo mancante dell’opera globale, ma con un pizzico di volontà e con le tendine tirate dell’immaginazione, sarete lì, in prima fila a respirare insieme alla musica di sottofondo, la legnosità stagionata del palcoscenico. Consigliatissimo!


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Track List:

  • La terra trema|
  • Il gioco del mondo|
  • Macchina da scrivere “Gaetano Salvemini” |
  • Nell’infinita spirale del tempo|
  • I ricci: quattro, no cinque|
  • Robespierre (un secolo dopo) |
  • Tema del tipografo|
  • Il tipografo|
  • La stretta del potere: non scherzano|
  • La Signora Quintagliè nella camera rossa|
  • L’ultima visione di Torino|
  • Macchina da scrivere: “Gli indifferenti” |
  • Quello lì (Compagno Gramsci) |
  • Sorge la luna: gialla, immensa, beffarda|
  • Danza d’ali|
  • Il borbottìo quasi umano della moka|
  • 17 coltellate|
  • Pensieri sconfinati|
  • Libertà senza responsabilità

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