Sing me Home<small></small>
World − Folk

Yo-yo Ma & The Silk Road Ensemble

Sing me Home

2016 - Sony Masterworks
13/06/2016 - di
Yo-Yo Ma, cinese di nascita ma naturalizzato americano dove vive a New York, è uno dei più grandi musicisti classici contemporanei. Suona principalmente un violoncello realizzato nel 1733 a Venezia da Domenico Montagnana pagato ben 2.5 milioni di dollari, con il quale ha realizzato memorabili interpretazioni  delle più grandi composizioni classiche per questo strumento, da Bach a Shostakovic , ha inciso oltre 80 dischi che hanno venduto milioni di copie  e ricevuto numerosi premi, e ha suonato con le più prestigiose orchestre del mondo.

Da artista curioso, versatile, poliedrico e innamorato della cultura e della musica, ha sviluppato a 360 gradi negli anni un interesse sempre più vasto  per diversi generi  musicali, realizzando con grande bravura dischi di  crossover con la musica classica che spaziano dalle colonne sonore, ai tributi ai grandi  compositori del genere come Ennio Morricone  e John Williams, al folk, alle radici della musica americana, al jazz, alla musica etnica e world, oltre a generi particolari come il tango e la musica francese e brasiliana.

Uno dei suoi progetti ha visto la costituzione di un gruppo di musicisti, il Silk Road Ensemble, che aggrega numerosi musicisti di differenti nazionalità e culture musicali da ogni parte del mondo, con i quali ha realizzato, a partire dal 2001, cinque album, compreso questo ultimo Sing me home, che vede la partecipazione di una ventina di musicisti con strumenti della tradizione dei loro paesi, e importanti ospiti di diversa estrazione, tra i quali  Toumani Diabitè, Bill Frisell, Rhiannon Giddens e Gregory Porter.

L’obiettivo dichiarato di Yo Yo Ma è riuscire a far comprendere come la cultura possa  aiutare tutti noi ad incontrarci, relazionarci  e creare qualcosa di nuovo, a valorizzare e celebrare le differenze, a condividere, collaborare, scoprire nuovi linguaggi artistici e capire come per ciascuno la propria “casa”  sia differente da quella dell’altro. Difficile in un disco del genere scegliere i brani migliori, perché sono tutti molto belli e interessanti, spesso per  motivi molto diversi tra di loro, e si corre anche il rischio di privilegiare quelli più vicini alla nostra cultura  musicale, mentre per ascoltatori di paesi lontani magari si verifica esattamente l’opposto.

Da ricordare comunque, tra le quattordici tracce che compongono il lavoro e che vedono la presenza di molti brani tradizional ( irlandesi, americani, maliani, macedoni, giapponesi, africani,indiani persiani, galiziani) il brano di apertura, Green (Vincent’s tune), una lussureggiante tavolozza musicale, un’esplosione di suoni, colori e voci che coglie di sorpresa l’ascoltatore, O’Neil’s cavalry march, che da brano iconico della tradizione irlandese  diventa con strumenti come kamancheh, pipa e shaukaki, un brano di stampo orientale. Ichichila con la splendida Kora di Toumani Diabitè è un altro brano che lascia il segno  e ci porta in Africa con i suoi ritmi ispirati al lavoro delle tessitrici mentre Going home, che è il largo della  9° sinfonia detta “Dal Nuovo Mondo” di Antonin Dvorak, scelta non casuale visto che si tratta di  uno dei primi esempi di contaminazione musicale tra differenti culture, qui è addirittura nella versione cantata  in lingua cinese. Sadila Jana con i cori cristallini dei  Black Sea Hotel e le sue splendide melodie è di una purezza che toglie il fiato, e nel classico St. James infirmary blues, qui in una versione “gipsy”completamente stravolta da violino, clarinetto e fisarmonica, come se arrivasse direttamente dai Balcani, c’è anche una grande performance vocale di Rhiannon Giddens.

Sing me home è un disco che ci consente di fare in 70 minuti il giro del mondo in musica, regalandoci suoni, atmosfere, musiche affascinanti, di scoprire strumenti inusuali ed altre culture musicali, di godere di contaminazioni musicali che non ti aspetti,  per riaffermare ancora una volta il grande potere che ha la musica  nell’avvicinare  persone,  popolazioni,  culture,  religioni e abitudini molto diverse tra di loro, un potente antidoto contro le  paure, i razzismi, le diffidenze dello sconosciuto, del nuovo, un ponte musicale tra le persone e le culture di tutto il mondo.

Track List

  • Green (Vincent`s Tune), featuring Roomful of Teeth
  • O`Neill`s Cavalry March, featuring Martin Hayes
  • Little Birdie, featuring Sarah Jarosz
  • Ichichila, featuring Toumani Diabaté and Balla Kouyaté
  • Sadila Jana, featuring Black Sea Hotel
  • Shingashi Song, featuring Kaoru Watanabe
  • Madhoushi, featuring Shujaat Khan
  • Wedding, featuring Dima Orsho
  • Going Home, featuring Abigail Washburn
  • Cabaliño, featuring Roberto Comesaña, Anxo Pintos, and Davide Salvado
  • St. James Infirmary Blues, featuring Rhiannon Giddens, Michael Ward-Bergeman, and Reylon Yount
  • If You Shall Return..., featuring Bill Frisell
  • Heart and Soul, featuring Lisa Fischer and Gregory Porter