12/12/2006 | di Christian Verzeletti
La terra del latte e del miele nel linguaggio biblico corrisponde alla regione di Canaan, ovvero alla Terra Promessa al popolo di Dio.
Gli W.I.N.D. la loro piccola terra promessa l’hanno trovata fuori dall’Italia, soprattutto in Germania, dove è registrato questo “Live in the land of milk and honey”, un bootleg ufficiale pubblicato in tiratura limitata.
Il dischetto testimonia la partecipazione al Burg Herzberg Festival del 2005 di fronte a diecimila persone, ma soprattutto dà prova della dinamicità live di una band che riscuote ripetuti consensi in Germania e Francia, mentre dalle nostre parti fatica ad organizzare date al di fuori di Udine e dintorni. In Italia gli W.I.N.D. sono ancora una band per iniziati ed è un peccato perché il trio suona davvero con una competenza rock-blues rara.
Pur non riportando l’esibizione completa della serata (la registrazione del primo set è andata perduta), “Live in the land of milk and honey” è un fedele attestato di quanto il trio sappia fare.
Gran parte del materiale è già edito e la scelta delle cover cade su pezzi noti che sono dei veri e propri must del genere: da Drusin e compagni ci saremmo aspettati qualche chicca in più, ma l’effetto è comunque notevole.
Gli W.I.N.D. non si risparmiano nulla e offrono delle interpretazioni toste e dilatate volgendo a loro favore anche alcune piccole complicazioni che chi è abituato a suonare dal vivo ben conosce (una spia che salta durante un assolo, le bacchette che si rompono al batterista).
Uno dei momenti salienti dell’esibizione è quando Drusin si allontana dal microfono e va a cantare “Bad luck blues” di fronte alla gente portando al culmine una partecipazione sentita, che il cd rende solo in parte. Quello del Burg Herzberg Festival è infatti un pubblico freak, composto da hyppie come da famiglie, l’ideale per gli W.I.N.D. abituati a suonare in modo libero come una vera jam band.
Le cover, da Elmore James a Jimi Hendrix passando per la Allman Brothers Band, sono “solo” dei numeri che sfruttano quanto costruito dalla band con i pezzi propri: le cose migliori stanno infatti in “Lucky man”, in una “Fake it” zeppeliniana con un intro orientaleggiante e in una “Taste it” che sorge con uno spirito tribale.
Rispetto al precedente “Groovin’ trip”, che già conteneva materiale dal vivo, “Live in the land of milk and honey” è un disco più rivolto ai fans, ma ancora una volta noi ci auguriamo possa servire a far suonare gli W.I.N.D. il più possibile in Italia. Nonostante questa non sia la loro terra promessa.
Track List: