Whitey Morgan - Whitey Morgan and the 78s

Whitey Morgan

Whitey Morgan and the 78s

2011 - Bloodshot Records

Americana Country

09/05/2011  |  di Andrea Valbonetti

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Se esistessero i presidi della musica così come esistono per la protezione delle varietà biologiche e della genuinità artigianale di prodotti gastronomici a rischio di estinzione, la band oggetto della recensione meriterebbe di avere un presidio ad hoc.

Whitey Morgan and the 78’s sono un gruppo di Flint, Michigan, città tra le più abbattute dal tracollo dell’industria automobilistica americana e dalla recessione degli ultimi anni, nonché simbolo del fallimento del sogno americano grazie al documento Roger & me del suo figlio più celebre: Michael Moore.
Il disco dal titolo Whitey Morgan and the 78’s che hanno pubblicato nel 2010 per la Bloodshot Record di Chicago si ascrive al genere dell’outlaw country nella sua connotazione più ruvida e tradizionale.
Le undici tracce contenute nell’album sia per il colore dei suoni per lo più elettrici, sia per la voce profonda da cantore popolare di Whitey Morgan, sia per i temi affrontati nei testi, sia per il pubblico di provincia al quale si rivolgono, si inseriscono perfettamente nel solco della tradizione con rimandi a Merle Haggard o a Waylon Jennings.

Whitey Morgan and the 78’s
è un disco che andrebbe ascoltato dal vivo per apprezzare completamente la carica di pezzi come Bad news, Turn up the bottle, Buick city, Where do you want it? o la malinconia di ballate come Cheaters always lose o Memories cost a lot.
L’anima di questa band è quella di un gruppo honky tonk che rende il meglio quando è a contatto con il proprio pubblico in un bar affollato tra birra, whisky e quell’allegria spietata di chi non ha niente da perdere. La band infatti ha acquisito credibilità ed una certa notorietà grazie al fatto di essere in tour permanente con circa duecento concerti all’anno. In questo modo cercano di rendere la loro musica uno strumento catartico ed empatico grazie al quale fare sentire la voce dei perdenti di una certa America in modo da trasformare le città che toccano da un “bitter place ad un better place” (da luoghi amari a luoghi migliori).

Whitey Morgan and the 78’s
è un disco carico, sincero e genuino come un pranzo in un’osteria che prevede una successione di portate semplici, non originali, ma dai sapori veri e cucinate con passione secondo i dettami della tradizione.
Un consiglio finale: se volete abbinare l’ascolto di queste canzoni ad un libro divertente e toccante al tempo stesso, le canzoni di Whitey Morgan potrebbero essere la colonna sonora perfetta per leggere il romanzo di Thomas Cobb, Crazy heart.

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Track List:

  • Bad news
  • Turn up the bottle
  • Memories cost a lost
  • Buick city
  • Meanest jukebox in town
  • Cheaters always lose
  • Hard scratch pride
  • Honky tonk queen
  • Where do you want it?
  • I ainīt drunk
  • On the road again

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