Vinicius Cantuaria - Silva

Vinicius Cantuaria

Silva

2005 - RYKODISC

14/12/2005  |  di Christian Verzeletti

“Silva” è il nuovo disco di Vinicius Cantuaria. Ed è un album profondamente brasiliano. Lo rivelano subito alcuni particolari: il titolo, che è un classico cognome brasiliano, e la copertina, che raffigura un Cristo come quello di Rio De Janeiro, solo un po’ più stilizzato e somigliante nei tratti allo stesso Cantuaria.
Non si tratta certo di una novità o di un colpo a sorpresa, perché, nonostante si sia trasferito a New York dal 1995, Vinicius è uno dei maggiori punti di riferimento della musica brasiliana. A stupire sono la sensualità e il senso melodico dei pezzi: non è solo la saudade con cui di solito si raggruppano i cantautori brasiliani, ma un gusto e una raffinatezza che Cantuaria continua ad affinare.
Si sa che il carattere distintivo di questo artista sta nella sottigliezza della sua interpretazione e dei suoi arrangiamenti, capaci di rinnovare la tradizione brasiliana con forme ricercate e minimali. Quella tradizione, che era punto di partenza, in “Silva” diventa una meta, una profondità in cui calarsi.
Come sempre Cantuaria applica ai pezzi buone dosi intellighenzia sonora, grazie alla collaborazione del trombettista Michael Leonhart, del Bessler String Quartet, dei percussionisti brasiliani Sidinho e Chacal e del compositore giapponese Jun Miyake. Questi interventi sono però ancora più discreti di quanto fatto in passato e ad emergere sono le canzoni, che affiorano in tutta la loro limpidezza.
Più di un pezzo finisce per suonare come un classico brasiliano, in bilico tra la bossanova e il jazz: “Pena de mim” si poggia sul lavoro del quartetto d’archi, “Evening rain” è attraversata dalla tromba, da un beat e da qualche effetto, ma quello che arriva in superfice è la melodia della canzone, sublimata dalla voce di Cantuaria.
Non è un caso che in scaletta compaiano tre pezzi scritti con Arto Lindsay e una cover di Jobim, a ribadire l’equilibrio tra tradizione e avanguardia. In questo disco Cantuaria rivela il suo lato più romantico: assolutamente melodico in “Reentry”, anche godibile e mosso da qualche effetto in “Alegria”, pezzi che qualcun altro, per esempio Manu Chao, avrebbe sfruttato in modo diverso. Cantuaria invece lascia sempre che un filo di classe percorra le canzoni, come succede nella splendida “Paraguay” in cui le percussioni, una chitarra elettrica e la tromba colorano un pop-rock raffinato.
È una ricerca impercettibile, una sperimentazione di cui quasi non ci si accorge, tanto è condotta con stile e parsimonia, come nella conclusiva “India”, che rimane in testa senza svendersi.
Insomma “Silva” è l’ennesima prova del talento sofisticato di Vinicius Cantuaria.


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Track List:

  • A dor|
  • Reentry|
  • The bridge|
  • Pena de mim|
  • Saudades de voçe|
  • Evening rain|
  • Paraguay|
  • A felicidade|
  • Alegria|
  • Nunca mais|
  • India

Marte Live A Buzz Supreme Pyxel.it http://www.protosound.net Mk Records