21/08/2007 | di Christian Verzeletti
I Van Cleef Continental sono una “vecchia” conoscenza di Mescalina e della loro storia a sfondo noir ci siamo già occupati.
Come per tanti gruppi in circolazione il progetto procede a fatica tra cambi di formazione e poche date spesso in condizioni non agevoli: questo non aiuta, soprattutto in una situazione come quella attuale in cui alle giovani band è richiesto di suonare sempre meno rock.
È chiaro però, sentendoli dal vivo o prendendo in considerazione il loro materiale, ancora autoprodotto, che loro non sono esattamente una “giovane band”: la scrittura e la voce baritonale di Andrea Bellicini hanno una maturità che trova eco nelle tastiere di Lady Cortez (piano e soprattutto organo) e impatto in una ritmica da rock band.
Finora hanno pubblicato solo un demo (“8 shots 8 failures”) e questo “Junior Bonner Ep”, ma bastano per intuire che il progetto cresce, che porta avanti una storia sua, che ha quanto è necessario per sentire che si tratta di una musica vera, con qualcosa da dire.
Si è sempre in attesa di un album ufficiale, ma già l’ascolto di questo Ep propone passi avanti a dir poco interessanti: il livello degli arrangiamenti si è innalzato portando con sé una maggior consapevolezza di suoni e contenuti.
Già l’impostazione della pur breve scaletta è indice di un’idea di far musica adulta: prima la title-track, che dovrebbe essere uno dei pezzi portanti se non il singolo di un disco a venire, poi una manciata di tracce minori distinte l’una dall’altra in modo da meritarsi ognuna attenzione.
Ai Van Cleef piace anche fare un po’ i misteriosi come conferma l’assenza di credits sostituiti da un’enigmatica dichiarazione (“recorded in various places, by different people, in different periods of time …”) e da una citazione di Sant’Agostino in linea col carattere torbido della musica.
Anche la copertina è una piccola chicca con l’immagine di Steve McQueen a chiarire le origini di Junior Bonner (ancora il cinema che torna): il pezzo è una botta rock secca che mette di fronte alla lotta con “corvo rosso”, ma più che un cowboy Van Cleef è un outlaw e come tale va a scavare nel country-rock (“Waiting for you”), nei meandri di una ballata (“Dance me to my song”), in uno pseudo-blues (“The golden game” cantato dalla voce femminea di Lady Cortez) e infine nei resti di una cover dei Thin White Rope (“Disney girl”).
Quello che i Van Cleef Continental propongono in poco più di venti minuti è un percorso per veri credenti: “believe in dust” come canta convinta “Junior Bonner”.