Gli Unactualz sono napoletani ma il loro sound proviene da lontano. Seattle, precisamente. Si può con precisione parlare di unione congeniale di vari generi musicali tra cui, su tutti, svetta un grunge sudaticcio che fa il verso a Kurt Cobain senza far troppi giri di note. Undici pezzi in inglese che riflettono la compattezza di una band che vuole divertirsi suonando la propria musica preferita ma che, al contempo, vuole esprimere una giovinezza ormai alle spalle passata ad ascoltare una scena musicale non più viva. Il cd è molto curato, i suoni ben livellati e, finalmente, la voce non viene subissata dal rumore degli altri strumenti. Le canzoni proposte non sono eccellenti, non presentano una propria individualità ma sono scritte con l'animo intinto nell'inchiostro e, in certi casi, è preferibile l'aspetto viscerale piuttosto che un'originalità fine a se stessa a lungo ricercata per stupire il pubblico. L'album trasmette umori, fluidi, armonie mai troppo indagate a fondo ma è autentico, con alcuni episodi interessanti – come 'Noisy clock' - e altri francamente di troppo, come nel caso di 'Zealand'. Ma, attenzione, stiamo parlando sempre della prima fatica discografica di una band che, col tempo e la giusta attività live, arriverà a livelli sicuramente superiori affrontando altre prospettive non meno interessanti e 'Litany' già ci mostra un esempio lampante. UnactualZ è, quindi, un luogo dell'anima dove sono nate, circa due anni fa, idee e sensazioni precise , una sorta di rifugio nel quale scaricare tutto il peso della quotidianità. Un nome da non dimenticare, da segnare nel taccuino, una ragione sociale su cui scommettere un po' di ascolti. Unica pecca sono i testi in inglese che, pur affrontando tematiche importanti come l'ipocrisia, la speranza, la rivoluzione, non arriverebbero mai all'ascoltatore medio. È vero che l'italiano non si presta a questo genere musicale ma gruppi come gli Afterhours ci hanno dimostrato che è anche vero il contrario.
Track List: