Ultimavera - Dimore

Ultimavera

Dimore

2007 - Autoproduzione/ Ed. CinicoDisincanto

Emergenti

14/02/2008  |  di Massimo Sannella

Per assorbire il succo di questo Ep è necessario farlo circuitare nel lettore almeno due o tre volte. Questo non perché sia foriero di chissà quali concettualismi da quozienti intellettivi fuori portata, tutt’altro, ma perche è un piacere seguirne la cristallina loquacità delle liriche, che descrivono in minuzia isoscele, strampalata quanto viva e reale, piccoli dettagli di vissuto rivoltati come maniche di un cappotto che oramai sta stretto, ma in primo luogo perché è una di quelle occasioni rare nell’underground, dove la musica cede spazio alla parola senza soffocarla.
I frusinati Ultimavera con il loro ep “Dimore” danno subito a intendere di non volerne sapere di scendere dal loro habitat sospeso su vizi e virtù , fatti e misfatti, serietà e facezie del mezzo-uomo qualunque che gironzola nelle vicissitudini della vita comune; sostituiscono la rabbia con l’ironia, barattano l’urlo con la parola, cancellano l’impeto con l’intelligenza.
Tutto gira intorno alla bella voce di Diego Nota e il suo abbecedario fonetico fluido e grammaticato che scorre senza ovvietà o balbuzie, che in un certo qual modo affabula l’ascolto. È un via vai in cinque atti che vanno dall’intimo emozionale (“Stretto di Messina2) allo scontro di ideali e di chi se li è abbandonati (“Francesco Saffa”) fino al commistio psicoparanoidelico (“Lunazioni”), e lasciando il poco che resta all’immaginifico individuale dell’ascolto, solo adesso uno pare accorgersi della musica che soffia sotto; a tratti con le unghie del rock, con attimi di riflessione soft, con qualche solitario mordente e con barlumi di elettronica ridotta all’osso.
Un ep questo degli Ultimavera che non passa inosservato, che parla e suona chiaro, che dice le cose che tanti non avrebbero il coraggio di dire, che parla prima di suonare, semplicemente diretto e “illustrativo”.
È difficile valutare quanto una band parli naturalmente un linguaggio musicale di tendenza e quanto, invece, adegui il proprio sound alla moda del momento, ma per una volta tanto si coglie un pò di buona fede, e in questo lavoro si “ascolta prima di sentire”, cosa che in questi tempi bui e indie-gesti connota plus valore.


Condividi:


Track List:

  • Francesco Saffa|
  • Santodromo|
  • Pornocrazia|
  • Lunazioni|
  • Stretto di Messina

Pyxel.it http://www.protosound.net Mk Records A Buzz Supreme Marte Live