VV.AA. Tumbleweed Records Sing It High, Sing It Low: Tumbleweed Records 1971 - 1973<small> [<strong>Ristampe</strong>]</small>
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Tubleweed Records

VV.AA. Tumbleweed Records Sing It High, Sing It Low: Tumbleweed Records 1971 - 1973 [Ristampe]

2017 - Light In The Attic
09/10/2017 - di
La storia di questa etichetta parte dal suo fondatore, ovvero Bill Szymczyk, un signore che, a diffrenza di molti suoi “colleghi” non ha un background di musicista. Nato nel Febbraio del 1943 a Muskegon (Michigan), svolge il lavoro di addetto ai sonar sulle navi della marina militare statunitense tra il 1960 ed il 1964 quando lascia la carriera militare senza avere un’idea precisa di cosa fare in seguito. Si iscrive alla Media Srt School della New York University, ed inizia a lavorare alla Colgems Records.
L’etichetta nasce dalla joint venture tra RCA Victor e Screen Gems, che era la divisione televisiva della Columbia Pictures, divenendo celebre per essere stata la label dei Monkees.
Qui Bill comincia a lavorare nel celeberrimo team del Brill Building (sito ta NYC tra la 1619 Broadway e la 49th Strett) che nel 2010 la Landmarks Preservation Commission di New York ha inserito nell’elenco degli edifici storici meritevoli di tutela e conservazione. La palazzina, sita appena a Nord di Times Square rappresenta in effetti un pezzo glorioso e indimenticabile di storia della canzone americana. Edificato nel 1931 (il nome deriva da quello dei fratelli Brill, titolari di un negozio di abbigliamento e poi proprietari dello stabile), già da prima della Seconda Guerra Mondiale il Brill Building ospitò autori ed editori musicali, giocando un ruolo cruciale nell’evoluzione della cosiddetta industria musicale di Tin Pan Alley; a partire dalla fine degli anni ’50 l’edificio e i suoi dintorni divennero una sorta di vera e propria la “fabbrica di successi” in cui lavoravano intensamente grandi autori pop come Neil Diamond, Carole King, Burt Bacharach, Neil Sadaka.
Paul Simon ha avuto i suoi uffici in questo palazzo.
Szymczyk diviene in breve assistente di produttori del calibro di Quincy Jones e Jerry Ragovoy, proprietario degli Hit Factory Studios che assumono Bill.
La sua prima produzione, anzi co-produzione, arriva nel 1967 per How To Play Electric Bass (Elektra Records EKL 7312), ovvero il primo album del bassista Harvey Brooks, che probabilmente non dirà molto ai più, ma che è in studio con Bob Dylan durante l’incisione di Positively 4th Street, e poi coni Electric Flag, Miles Davis, e diversi altri.
Entra alla ABC Records, e qui inizia a lavorare con B.B.King, che arriva a pubblicare, l’anno è 1969, prima Live & Well e pochi mesi dopo Completely Well, album passato alla storia per aver visto apparire in chiusura dello stesso, la signature song di B.B.KIng, ovvero la leggendaria The Thrill Is Gone. I dischi uscirono per la Bluesway Records che era la label creata per distribuire album blues della casa madre, la ABC Records appunto. La produzione è di Bill Szymczyk. Quando la ABC acquisisce la Dunhill Records, Bill passa a gestire l’etichetta nella West Coast, fino a quando, insieme all’executive producer Larry Ray, Syzmczyk decide di capire cosa si stia muovendo nell’area di Denver (Colorado), dove alcun gruppi emergenti si stanno imponendo all’attenzione di stampa e appassionati. La leggenda narra che i due colsero la palla al balzo per sfuggire ai terremoti che hanno sempre afflitto la zona di LA.
E così, grazie all’intraprendenza dei due, ed al finanziamento della Gulf + Western Corporation (padrona della Paramount Pictures) di ben 5 Milioni di $ ottenuti in una riunione di 6 ore, nasce la Tumbleweed Records, che ha lo scopo di mettere in luce i talenti emergenti di quella zona. La label stabilisce l’headquarters at 1368 Gilpin St. a Denver. Una sede che fungeva un po da tutto. Era infatti studio di registrazione, uffici, abitazione, un luogo dove bere e fumare ed altri svaghi assortiti. Insomma una sorta di trasposizione dell’ era Hippy portata negli anni settanta. A quel punto bastava mettere in piedi il rooster degli artisti.
Ed ecco allora affiancarsi Songwriters dalla penna decisamente interessante come Peter McCabe, forse un po troppo di maniera, almeno ascoltando la finale Late Letter Dany Holien, bellissima la sua Colorado posta in apertura della raccolta, e non da meno la ritmata Hick, bluesman come Albert Collins, ahimè non incluso in questa antologia, rocker come Michael Stanley, che dopo l’avventura con la Tumbleweed Records darà il via ad una fortunata carriera con la sua band (pur restando confinato nella serie minore del campionato), capostipiti di un genere come Dewey Terry, un signore che fece capolino sullle scene musicali fin dalla prima metà degli anni cinquanta, il 1954 per l’esattezza, con un gruppo chiamato The Squires (nulla a che vedere con Neil Young….) con un singolo A Dream Come True / Lucy Lou virati sul nascente R’n’R, e che in questa raccolta colpisce con la deliziosa Sweet As Spring, cantautorale e virata sul Pop, per poi fare centro con il Funky / Soul della intrigante Do On My Feet (What I Did In The Street). Anche Rob Kunkel si lascia apprezzare con ben due canzoni tratte dal suo Abyss (1973), stampato in sole 500 copie, ovvero Turn Of The Century che pare respirare a pieni polmoni certe atmosfere in bilico tra West Coast ed il Marc Bolan dei T-Rex, mentre la title track è un bel pezzo decisamente raffinato, con un’intro ed un finale splendidi. Completano il rooster della raccolta Arthur Gee Whizz Band che con le chiare influenze Folk Rock venato da una latente psichedelia, avrebbero potuto essere tranquillamente i padri di gente come MIdlake o Fleet Foxes. Fatto stà che la loro Sunday Sherry trova modo di farsi notare. Il finale è affidato a Pete McCabe, che con le influenze baroccheggianti della sua Late Letter, offre una visione diversa da quanto precedente ascoltato. Pur non trovandolo particolarmente interessante, va detto che Pete fu parecchio sfortunato visto che il suo disco arrivò nel momento in cui il percorso della label era vicino a chiudersi. Tanto che, constatato il mancato successo, tornò a L.A. per finire a lavorare in alcuni ristoranti, tentando il ritorno alla passione musicale prima con un gruppo Folk chiamato Pete McCabe and His Cake Walkin` Albinos, poi di nuovo con il suo nome per dar luogo ad una serie di album piuttosto trascurabili.
La fine dell’etichetta, grazie agli eccessi di cui si scriveva precedentemente, arriva nel 1973. A quel punto Syzmczyk tornerà a produrre la J.Geils Band, Joe Walsh, Jo Jo Gunne, Wishbone Ash e decine di altri. Tra questo gli Easgles a partire da On The Border. L’esplosione arriverà con l’immenso successo di Hotel California, album che proietterà band e produttore nel stardome mondiale.Ma questa è la storia più nota. A noi di Mescalina, piace scartabellare fra gli scaffali tra la polvere. Che siano dischi, libri o film, poco importa.Purchè siano storie fatte ricche di qualità da raccontare, e questa della Tumbleweed Records è una di quelle. Buona (ri) scoperta.

 
Tumbleweed Records - Discografia album

Arthus Gee: Arthur Gee TWS 101 1971
Danny Holien: Danny Holien TWS 102 1971
Albert Collins: There’s Gotta Be A Change TWS 103 1972
Dewey Terry: Chief TWS 104 1972
Pete McCabe: The Man Who Ate The Plant TWS 105 1973
Michael Stanley: Michael Stanley TWS 106 1973
Arthur Gee-Whizz Band: City Cowboy TWS 107 1973
Rudy Romero: To The World TWS 108 1973
Robb Kunkel: Abyss TWS 111 1973

Track List

  • Side A
  • Danny Holien Colorado
  • Dewey Terry Sweet As Spring
  • Robb Kunkel Turn Of The Century
  • Arthur Gee Whizz Band Sunday Sherry
  • Michael Stanley Rosewood Bitters
  • Side B
  • Dewey Terry Do On MY Fee (What I Did In The Street)
  • Danny Holien Hick
  • Arthur Gee Plain Talk
  • Robb Kunkel Abyss
  • Pete McCabe Late Letter