Healing the divide<small></small>
Americana

Tom Waits

Healing the divide

2007 - Anti
27/09/2007 - di
Healing The Divide è un’organizzazione no profit fondata da Richard Gere nel 2001, che cerca nella collaborazione soluzioni per le crisi e i conflitti umanitari. Lo stesso Gere con fierezza spiega l’importanza della pubblicazione del cd omonimo, che serve a sensibilizzare con maggiore consapevolezza le condizioni in cui versano i tibetani (“I fondi raccolti non solo ci permettono di cambiare positivamente la vita della gente tibetana, ma ci permetteranno anche di promuovere i preziosi concetti buddisti tibetani di pace e compassione”) e ad incoraggiare l’amicizia tra i popoli.
Sua Santità il Dalai Lama, l’eclettico compositore Philip Glass, il sitarista Anoushka Shanka, la cantante polifonica Gyoto Tantric Choir e il superbo Tom Waits insieme al Kronos Quartet e Greg Cohen sono tra i nomi che appaiono in "Healing The Divide: A Concert For Peace And Reconciliation” tenuto al Lincoln Center´s Avery Fisher Hall di New York il 21 settembre del 2003.
Si tratta di un incontro tra sonorità dell’Est e dell’Ovest volto a superare i confini culturali proprio attraverso la musica che diventa contemplativa (“Peace Chants”), religiosa, ai limiti della sperimentazione (“Nivedan”). Lo scambio Usa e Africa espresso dall’intervento di Philip Glass e Foday Musa Suso con “The Gambia” è tra gli episodi più godibili della prima parte del cd, prima di lasciarsi andare al piatto forte, e direi essenziale per questo ascolto, quello offerto per la causa dal grandioso Tom Waits.
Dalla performance di Waits sono stati estratti solo quattro brani su nove e qui occorre accontentarsi visto che la durata del suo set è stata di cinquanta minuti.
Probabilmente la produzione in questione sarà oggetto di una prossima pubblicazione integrale e siamo riusciti anche ad ascoltare le meravigliose escluse come “Cold, Cold Ground” e “Coney Island Baby”. La sessione vede Tom Waits in compagnia dei camaleontici Kronos Quartet e Greg Cohen: una performance divisa tra le suadenti corde dei Kronos, impeccabili, e le corde vocali insuperabili di Waits, che quando lo si sente in questo modo dal vivo non si può fare a meno di convincersi che canta proprio in questo così, alla sua unica maniera.
Waits conversa con il suo parlato, pieno e rauco, e intrattiene il pubblico con il suo humor. Troppo facile parlare bene di queste interpretazioni come l’iniziale “Way Down In The Hole”, una scala per l’inferno, forti e scure vibrazioni: questo è Tom Waits. O come la mugugnata “God’s Away On Bussiness”, nuda su un tappeto meraviglioso di soli archi. Ancora “Lost in The Harbor” sembra un valzer malato, mentre “Diamond In Your Mind” è miele inedito, che sa sedurre un pubblico, assuefatto e a dir poco fortunato.
Tom Waits ha commentato così la sua partecipazione: “I’m no fool. It’s a spiritual insurance policy. Hell, at my age, the next group I put together, everyone may be playing a harp. All kidding aside, I owed His Holiness a favor. He did all my papers in school.”

Track List

  • His Holiness the Dalai Lama – Special address|
  • The Gyoto Tantric Choir – Invocation|
  • Anoushka Shankar – Nivedon|
  • Nawang Khecog e R.Carlos Nakai – Peace chants|
  • Philip Glass e Foday Musa Suso – The Gambia|
  • Tom Waits, Kronos Quartet e Greg Cohen – Way down in the hole|
  • Tom Waits, Kronos Quartet e Greg Cohen – God’s away on business|
  • Tom Waits, Kronos Quartet e Greg Cohen – Lost in the harbor|
  • Tom Waits, Kronos Quartet e Greg Cohen – Diamond in your mind|

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