Tom Waits - Bad As Me

Tom Waits

Bad As Me

2011 - Anti

Americana Songwriting

20/10/2011  |  di Luca Andriolo

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Riecco il vecchio Tom: mimica clownesca, voce randagia, cappello d’ordinanza, stretta egemonica sulla musica americana e sull’immaginario mitteleuropeo.

I fans sostengono che abbia inventato generi musicali, i musicofili più accorti sanno che li ha reinterpretati e personalizzati; nessuno gli nega l’autorialità, l’innovazione, la personalità. La sua poetica è autoreferenziale quanto quella di Dylan, ma meno universale: per alcuni descrive l’America degli emarginati più spietatamente del coetaneo rockettaro Springsteen, invero Waits spesso si limita alla stilizzazione. Ecco: Tom Waits dà un cappello e un ringhio ai suoi hobos, non sempre una storia e una psicologia, talvolta si confonde con loro, altre volte li osserva da lontano; più pittore che cronista, più attore che menestrello, il vecchio Tom ha creato epigoni, imitatori ed eredi, influenzando nel bene e nel male tutto il cantautorato dalla seconda metà degli anni ’80 in poi, e nel tempo ha creato e cantato un universo romantico e necessario, fin dagli esordi folk blues, attraverso il jazz più notturno e negroide, alle sperimentazioni da cabaret debitrici tanto a Kurt Weill che a Captain Beefheart, per poi tornare al blues più spoglio, senza dimenticare le ballate pianistiche, nei panni di un Randy Newman arrochito e amaro. Lungo questa spericolata navigazione, abbiamo trovato rumorismo, umori mariachi, country scheletrico, pezzi indefinibili e coraggiosi, prove d’orchestra. Il Capitano ci ha abituati ad aspettarci di tutto, perciò non ci sorprenderà più. Tranne forse, se prendesse una vecchia chitarra e si dedicasse al suo Nebraska personale, come ha fatto il compare Johnny Cash prima di salutarci.

Dopo sette anni di silenzio, questo Bad as Me ci dà esattamente quello che ci aspettavamo: buona musica, molto stile, nessun capolavoro. Il disco oscilla tra cattiverie da cartoon che piacerebbero ai Primus (Chicago), sporcizie posticce da noir espressionista (e post-moderno), ruralità a 78 giri, vecchio blues fumoso (Kiss Me sembra una prova per Blue Valentines), insieme alle ritmiche sghembe e agli arrangiamenti viscerali e qualche piccola, prevedibile (aggettivo che non mancherà nelle critiche) novità: il tono singhiozzato della title track, non nuovo a chi conosce le demo originali di Alice, il falsetto più pulito che in passato in Talking at the Same Time, l’ibrido tra tentazioni rap e coro da road gang di Hell broke Luce, su una cadenza che ricorda Pasties and a G-String. Il disco si pone tra il blues sporco di Mule Variations e l’estro primitivista e liberatorio di Real Gone, con strizzate d’occhio, graditi ritorni (David Hidalgo dei Los Lobos) ripetizioni (Pay Me pare già ascoltata su Orphans, New York’s Eve è una sorta di ibrido meno struggente tra The Fall of troy e Barcarolle), e storie che vanno bene raccontate così, anche se non è più la prima volta. I temi sono i soliti: la visione disincantata dell’animo umano tipica del blues e degli autori frequentati, si tratti del Buchner del Woytzeck (da cui è nato Blood Money) o del vecchio amico Burroughs (collaboratore in The Black Rider), del risaputo Bukowski o di un vecchio zio brontolone ma bonario. Non senza poesia: “baciami come uno sconosciuto ancora una volta” è una di quelle frasi che spiegano di che pasta sia fatto il cantautore di Pomona, mentre la risposta a “mr. Jagger” e “mr. Richards” di Satisfied rassicura sulla sincerità dell’uomo e sulla sua ironia, deludendo forse chi lo vorrebbe ancora insoddisfatto e tormentato come agli esordi.

Non bisogna forse chiedere ad un disco o a una canzone rivoluzioni di stile, quanto coerenza, credibilità, sentimento, bellezza. In questo il vecchio Tom può dire la sua, magari con una percentuale di mestiere maggiore del solito. Ovviamente non mancheranno gli affezionati che grideranno al capolavoro. Sono prevedibili anche loro… ma come si può dar torto all’amore? Ecco, il vecchio orso sa come farsi amare. E non è poco.

 

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Track List:

  • Chicago
  • Raised Right Men
  • Talking At The Same Time
  • Get Lost
  • Face To The Highway
  • Pay Me
  • Back In The Crowd
  • Bad As Me
  • Kiss Me
  • Satisfied
  • Last Leaf
  • Hell Broke Luce
  • New Year’s Eve

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