A Small Affair In Ohio: FM Radio Broadcast, Live In Cleveland, 1977<small></small>
Americana − Songwriting − folk blues jazz

Tom Waits

A Small Affair In Ohio: FM Radio Broadcast, Live In Cleveland, 1977

2014 -
02/10/2014 - di
Quanti di noi hanno avuto la possibilità di seguire dal vivo un concerto di Tom Waits negli anni Settanta, quando il cantautore aveva 28 anni, quattro album al suo attivo, uno in uscita da un mese, ed era ancora la next big thing della scena musicale? Quanti hanno fantasticato su come sarebbe potuto essere assistere ad una performance nel periodo forse più creativo e innovativo della produzione musicale dell’artista di Pomona?

Per soddisfare la curiosità di chi non c’era, e regalare un’ora di nostalgica rievocazione ai fortunati che c’erano, è uscito A Small Affair In Ohio, superlativo concerto, registrato il 25 ottobre del 1977 all’Agora Ballroom di Cleveland, Ohio, registrato dall’emittente WMMS FM , e ora proposto in un’edizione dalla resa perfetta.

Se il produttore Bones Howe, del disco appena uscito Foreign affairs, aveva detto che sembrava un film in bianco e nero, anche la copertina del live e l’intero concept del breve tour (solo quattro date, una a Boston, una a New York e due in Ohio) che Waits stava compiendo rispettano questa impressione: il giovane Tom, cappello sulle ventitré, aria assorta e l’eterna sigaretta fra le dita, seduto su un divano polveroso, ricrea anche in foto l’atmosfera che trapela dalle dieci tracce del disco. Un clima intimo, notturno, autenticamente metropolitano, esaltato dall’approccio confidenziale che Waits intende dare al live; a dispetto dalle previsioni, che suppongono che il tour sia basato sul nuovo lavoro, l’istrionico singer songwriter sorprende tutti, e propone una setlist in cui solo I Never Talk To Strangers proviene da ‘Foreign Affairs’, mentre il resto  per lo più dal disco precedente, ‘Small Change’ , un pezzo dal live ‘Nighthawks at the Diner’ e da ‘The Heart of Saturday Night’ del 1974;  una vera chicca è la deliziosa cover di  Standing On The Corner , scritta da Frank Loesser nel 1956, rivestita di ironia e di un suono intrigante, sorretto da voce da crooner tabagista, sax e contrabbasso. 

Il valore aggiunto dell’ora scarsa di ascolto sta nel gusto con cui Waits imposta l’intero live: dialoga con il pubblico, sicuramente entusiasta, a giudicare dagli applausi e dagli incitamenti – del resto, chi potrebbe biasimarlo? - ; lascia giusto spazio alla band, soprattutto al contrabbasso e al sax, che sembrano la voce intima del beautiful loser Tom; racconta le sue storie, con il suo solito humour ruvido e caustico, perdendosi nelle sue visioni e rifugiandosi nel suo fido piano, come nella perfetta Jitterbug Boy, con un’intro che è un’enciclopedia delle migliori love songs della tradizione. Il silenzio attorno a sé è interrotto dalle urla di approvazione degli ascoltatori, che riconoscono via via i pezzi, mentre la voce si arrochisce ulteriormente, si lascia andare in uno scat affascinante, e diviene la sintesi di quell’America in cerca del sogno, stanca e perduta (per prendere in prestito il titolo di un estimatore italiano di Waits), ma che non smette di sperare e cantare.

Track List

  • Standing On The Corner
  • I Never Talk To Strangers
  • The One That Got Away
  • Depot, Depot
  • Jitterbug Boy
  • Step Right Up
  • Invitation To The Blues
  • Eggs & Sausage
  • Small Change
  • I Can’t Wait To Get Off Work

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