Lady, Give Me Your Key<small></small>
Americana − Folk

Tim Buckley

Lady, Give Me Your Key

2016 - Light In The Attic / Future Days Recordings
05/02/2017 - di
E`davvero incredibile la qualità e quantità di materiale inedito attribuibile a Tim Buckley messo in circolazione negli ultimi decenni. Una vera e propria resurrezione dovuta in gran parte alla cassa di risonanza fornita dalla notevole ma purtroppo breve esistenza artistica del talentuso figlio Jeff, pure lui scomparso in giovane età al pari del celebre genitore con talmente poco materiale messo ufficialmente in commercio quando era in vita da poter scomodare fastidiosi paragoni. L`avvento del cd e la riscoperta di molte tracce rimaste inedite ha permesso l`immissione sul mercato di album postumi semplicemente strepitosi. Una cosa perfettamente normale vista l`altissimo profilo artistico del Californiano. Uno che è riuscito a mettere in fila almeno sei dischi (consecutivi) in studio non meno che straordinari di cui il primo inciso quando aveva soltanto 19 anni. La sua produzione postuma degli ultimi 25 anni conta invece di 4 bellissimi live ufficiali, su tutti Dream Letter (Live in London 1968)uno dei migliori dischi catturati on stage di tutti i tempi. In studio invece è stata la Rhino ad aprire le danze con il notevole Works in Progress (1999) che conteneva molte gemme e rarità del ricco catalogo Buckleyano, molte delle quali poi riproposte in The Dreams Belongs to Me (Rare and Unreleased Recordings (1968/1973) edito dalla Manifesto nel 2001. Oltre a quello è uscita una succulenta edizione dell`esordio omonimo Tim Buckley (1966) in 2 cd con l`aggiunta di un secondo disco con ben 22 pezzi inediti dalla qualità altalenante, veri e proprio demo non troppo rifiniti.

Quando si pensava che nient`altro del primissimo periodo del Californiano fosse sopravvissuto ecco venir fuori questo Lady, Give me Your Key con materiale del periodo di Goodbye & Hello (1967) uno dei tanti capolavori del nostro. Ci sono dentro 13 tracce, idealmente divise in 2 parti, quella ricavata da un demo tape e quella di un acetato, tutto materiale di cui era in possesso Jerry Yester, che insieme al boss della Elektra Jac Holzman produsse il secondo disco oltre a figurare egli stesso come musicista.

Troviamo ben sei tracce presenti anche nel disco ufficiale, molte delle quali emanano un fascino tutto particolare in queste versioni rarefatte e minimali. Inutile dire che avendo l`orecchio allenato da molti ascolti delle versioni definitive queste esecuzioni voce e chitarra acustica appaiono più povere essendo prive dei sontuosi arrangiamenti dell`album Elektra, ma la voce di Tim Buckley è talmente bella e grande la sua capacità compositiva da essere uno dei pochi sul pianeta rock, l`altro è ovviamente Bob Dylan, ad essere fantastico anche in questa veste così scarna. Ad ogni buon conto le canzoni che soffrono meno della mancanza d`arrangiamenti sembrano essere Knight-Errant e Carnival Song mentre appaiono entusiasmanti i crescendo finale di voce e chitarra acustica delle movimentate I Never Asked To Be Your Mountain e Pleasent Street. 

Ma la vera sorpresa per i tanti seguaci di Buckley sono ovviamente gli inediti assoluti, cinque più 2 tracce poco conosciute. Quest`ultime, Lady, Give Me Your Key e Once Upon a Time, entrambe bellissime(avevate dubbi?) e scritte in tandem con l`amico paroliere Larry Beckett, erano state originariamente registrate  per figurare in un 7" poi rimasto unreleased. Delle altre notevole l`iniziale Sixface, a cui fa seguito Contact mentre Marigold, pur brevissima, è forse la perla più scintillante dell`intero mazzo.

Nel classico stile del Californiano anche le due tracce finali, I Can`t Leave You Lovin`Me, già nota come pezzo conclusivo del Live At Folklore Center 1967 (2009) e She`s Back Again, piccole gemme rimaste per anni sotto la polvere. Il fatto che nessuna di queste sette canzoni raggiunga i 180 secondi di durata, per un totale di 17 minuti di musica inedita, fa pensare che erano tutte composizioni che Tim Buckley avrebbe sicuramente allungato e arricchito in maniera più corposa ma come, purtroppo, non lo scopriremo mai.
Ad ogni buon conto se ci poniamo all`ascolto di Lady, Give Me Your Key considerandolo un normale album ufficiale ci troviamo di fronte ad un disco bellissimo, che si posiziona perfettamente dopo il genuino disco d`esordio come un ricco antipasto del capolavoro a venire, Goodbye & Hello appunto.
Una lode infinita alla Light In The Attic, già nota per i recuperi di Sixto Rodriguez e Karen Dalton, per averci regalato altri 40 minuti di uno dei più straordinari e sfortunati artisti rock di sempre.

 

Track List

  • THE DEMO TAPE:
  • Sixface
  • Contact
  • Lady, Give Me Your Key
  • Once Upon A Time
  • Once I Was
  • I Never Asked To Be Your Mountain
  • Pleasant Street
  • THE ACETATE:
  • Knight-Errant
  • Marigold
  • Carnival Song
  • No Man Can Find The War
  • I Can`t Leave You Lovin` Me
  • She`s Back Again