Hanno ucciso un robot<small></small>
Emergenti − Pop − Indie

The Walrus

Hanno ucciso un robot

2012 - Garrincha Dischi
25/07/2012 - di
Iniziamo così: Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Era il 2008 quando cantavano in inglese e quando si muovevano seguendo i modelli internazionali dell’indie rock. Poi nel 2011 ci hanno regalato una cover di Luca Carboni che mai mi sarei aspettata e ho pure trovato più carina dell’originale. Ora tornano con il loro secondo lavoro, in italiano questa volta, che si intitola Hanno ucciso un robot (Garrincha Dischi).

Piacevoli, orecchiabili e con undici tracce che si ascoltano in macchina, tranquillamente, senza la necessità di dover pensare ai massimi sistemi. The Walrus, per le presentazioni. 

L’indie rock anglosassone che li caratterizzava all’inizio, ora lascia spazio a momenti decisamente pop. I loro testi parlano semplicemente di quello che sono. L’impressione è subito quella di non trovarsi di fronte alla novità del momento; inoltre, se si ascolta questo disco tornano in mente tanti nomi della musica italiana da Bennato ai Baustelle. Ma il punto è, in realtà, ascoltare il disco, se si vuole. Poi può piacere o meno. Lasciamo i riferimenti “storici” e passiamo a questo nuovo lavoro dei The Walrus, il secondo. 

Gli undici pezzi che compongono Hanno ucciso un robot, con la leggerezza di un pomeriggio, del tutto normale, trascorso in giro a camminare e, per ragioni ovvie, osservare cosa accade intorno a te, suonano in modo semplice e diretto. Non c’è poesia, non c’è filosofia. C’è consapevolezza di quello che accade nelle tante vite di ognuno, arrivi tu e tutto resta  uguale, sei un tramonto sempre uguale. Hanno ucciso un robot è un disco normale, energico nel sound e veloce nei toni, in generale. Qualche momento più lento arriva con Shirley Temple in cui, nonostante l’attitudine pop-rock,  si tende a chiudersi in sè stessi, restando soli con i propri pensieri. Il disco, fin dal pezzo di apertura (Macchina volante), scorre via senza annoiare e non ha la pretesa di insegnare nulla a nessuno – almeno questo è quello che penso io. 

A tratti banale, Hanno ucciso un robot, è un lavoro comunque divertente, spensierato (per chi lo ascolterà in modo distratto) e diretto come non mai. 

Infine cambia tutto. Non puoi fare finta

Track List

  • MACCHINA VOLANTE
  • COSÌ DIVERSO
  • SPECCHIO
  • SOGNO
  • SIGNORINA DELIRIO
  • MA HOLLYWOOD NON IMPARERÀ MAI
  • SHIRLEY TEMPLE
  • DAI CON LA VITA
  • LENTO EROTICO
  • IL TIPO GIUSTO
  • NON PUOI FARE FINTA