The Walkabouts - Travels in the Dustland

The Walkabouts

Travels in the Dustland

2012 - Glitterhouse / IRD

Rock Internazionale Folk Folk rock

21/01/2012  |  di Marcello Matranga

Confesso. Ho scoperto i Walkabouts per caso, circa sei mesi fa. Ero in automobile e stavo percorrendo la H1 che da Miami porta a Key West. Dopo tanto cercare, trovai finalmente una radio station che trasmetteva grande musica, Country in prevalenza, ma con continue digressioni Rock.

Ad un tratto la percezione di ascoltare una grande canzone.

Erano The Walkabouts, ed il pezzo era una anticipazione del disco che sarebbe uscito di li a poco della band di Seattle. Sapevo chi erano, ma onestamente, non mi ci ero mai soffermato. Superficiale direi oggi. Vero. Ancor più oggi dopo aver passato al setaccio un disco semplicemente stupendo come questo Travels In The Dustland, uscito sul finire di un 2011 ricco di grandi, grandissime canzoni, oltre ad essere un album importante. Sui contenuti arriveremo tra breve. Sull'importanza presunta del disco affermata dall'estensore dell'articolo che leggete, basti pensare che si tratta del ritorno sulle scene del gruppo guidato da Chris Eckman e Carla Torgerson, le due anime predominanti della band a livello compositivo, a circa sei anni di distanza dal precedente Acetylene.

Basta questo ad elevarlo al rango prima citato? No di certo. Ma tutto cambia tenendo conto della lunga storia della band, e, soprattutto, grazie alla capacità di scrittura dei nostri che colloca questo album fra le opere migliori in assoluto del gruppo di Seattle, oltre che, senza tema di smentita, fra i migliori del 2011 appena trascorso. Se Travels In the Dustland abbandona lo sferragliare a volte un pò banale e troppo scontato sound di Acetylene (ma come? avevi detto di non conoscerli ed ora fai paragoni con i dischi passati? Yes, ho recuperato acquistandone diversi....), tornando a quella forma che tende a costituire l'intelaiatura di molti album precedenti della band, con ballate sontuose ad appannaggio della stupenda voce di Carla, come nella fantastica They Are Not Like Us, con un pianoforte in evidenza sul quale poggia la voce della nostra, con i pezzi più Rock, (versante Neil Young meets Green On Red e Paisley Underground) che sono il marchio di fabbrica delle canzoni scritte da Chris. Basterebbe ascoltare Long Drive In A Slow Machine, che si vorrebbe non finisse mai.

Il disco si apre con My Diviner, uscita anche come singolo negli Usa in versione limited di sole 1000 copie ed in vinile trasparente, grazie al contratto con la nuova casa discografica che stamperà i dischi della band in territorio americano, la Fin Records. Attenzione perché sul retro appare Neu Death Valley che è una song inedita, solo strumentale, dalle indubbie fascinazioni.

Si tratta di una tenue ballata, cui segue The Dustland, dove si iniziano ad intravedere le contaminazioni provenienti dai nomi citati prima, ma anche i Calexico. Soul Thief emana profumi sixties, con quel intrigante gioco di sponda tra le tastiere e le chitarre, facendosi irresistibile. Thin Of The Air mi lascia la netta sensazione che sia un pezzo che avrebbe potuto apparire su un disco di Nick Cave & The Bad Seeds. L'incedere c'è tutto. Rainmaker Blues, bella ma più normale, pare quasi una pausa prima del botto finale che vede allineate Every River Will Burn, No Rhyme No Reason, una eterea Wild Sky Revelry, la già citata Long Drive In A Slow Machine (vero capolavoro del disco), una ballata di sfavillante ed incontenibile bellezza, e la finale Horizon Fade. Chi dovesse optare per la versione in doppio vinile sulla quarta facciata trova Ghostead, un lungo strumentale che sembra essere stato scritto per un soundtrack, pur non essendo nulla di trascendentale.

Ma oltre alla qualità altissima delle canzoni, quello che stupisce è come non vi siano cali compositivi clamorosi, rendendo l'album avvincente. Da quando il disco è arrivato nel mio CD player questo album ha sbaragliato il campo da tutto il resto. Un segno non da poco, visto che di album molto celebrati ve ne sono parecchi, ma, alla fine quello che più conta è quello che vi dice il cuore e le emozioni che potete provare trovandovi di fronte ad un disco che vi affascina completamente. Produzione affidata a Chris Eckman. La band è appena passata per una sola data dall'Italia nell'ambito di un tour europeo che, a quanto si dice, dovrebbe riportarli nel nostro paese la prossima estate. Vi consiglio caldamente di non perderveli.

 


Condividi:


Track List:

  • My Diviner
  • Dustlands
  • Soul Thief
  • They Are Not Like Us
  • Thin of the Air
  • Rainmaker Blues
  • Every River Will Burn
  • No Rhyme, No Reason
  • Wild Sky Revelry
  • Long Drive in a Slow Machine
  • Horizon Fade
  • Ghostead* (solo nella versione in vinile)

The Walkabouts