29/11/2010 | di Paolo Ronchetti
Perché recensire sotto Natale un disco così estivo (in tutti i sensi essendo uscito a Maggio!) come l’ultimo 'Together' dei 'The New Pornographers' e non lasciarlo nell’oblio? Direi perché è un disco allegro, giocoso e splendidamente indie/pop. Un disco che va benissimo anche per il periodo natalizio perché piacevolmente scintillante ma non stupido. Perché è un regalo sentire dischi così belli, con queste voci che si rincorrono, questi arrangiamenti che nello stesso brano vanno dal Power Pop ai Beatles; da Peter Gabriel ai Beach Boys; dai migliori (?), dai me mai amati, Abba (per alcuni spunti di leggerezza e cantabilità oltre che per spunti philspectoriani) all’alternative più puro… ma non assomigliano a nulla di tutto ciò! (sto parlando in particolare del 'fu' singolo 'Crash Years', ma il discorso vale un po’ per tutto il disco). Per i distratti i 'New Pornographer', al loro quinto album, sono una specie di supergruppo dell’alternative canadese capitanato da A.C.Newman, strano personaggio che riesce ad indovinare sempre armonie e arrangiamenti con questi amici e non riesce invece ad essere abbastanza incisivo da solista (con i pur interessanti 'Slow Wonder' (04) e 'Get Guilty' del 2009). Il sodale Dan Bejar nel tempo si è costruito una buona mano nello scrivere canzoni e in questo disco riesce a colpire soprattutto con 'Silver Jenny Dollar' brano con un afflato pop/rock altissimo. Ma la star della compagnia, con la sua incredibile voce (uno dei concerti più belli degli ultimi anni il suo a Milano alla 'Casa'), è certamente Neko Case che purtroppo dal vivo spesso viene sostituita per i suoi troppi impegni (i nostri sono in tour a Londra ad inizio dicembre). La già citata 'Crash Years' e la dolce 'My Shepherd' che la vede splendida protagonista assieme all’ospite St Vincent (a quando il seguito del pregevolissimo 'Actor' del 2009?) . Altri ospiti di questo album sono, Zac Condon dei Beirut e Will Sheff degli Okkervil River oltre che la sezione fiati dei grandissimi Dap-Kings. Il brano più prepotentemente ruffiano, con le sue chitarre, gli stacchi e le voci armonizzate, è la title track 'Put your hand (together)' un brano potente e complesso allo stesso tempo. Un brano pop un po’ storto e irregolare è 'A Bite Out Of My Bed'mentre 'Daughters Of Sorrow' è l’eleganza preziosa fatta di sottili trame. L’attacco del cd è affidato ad un’altra bomba pop a nome 'Moves', la chiusura alla corale 'We End Up Together', ma il segreto di questa band, oltre che negli arrangiamenti spectoriani (ma con molto meno 'wall of sound') sta nell’uso delle voci a creare un rimando di unisoni e rincorse veramente unici ed interessanti. Un disco di cui si ha, più o meno, tutti bisogno ogni tanto, che siano i mesi estivi o i dieci giorni 'natalizi'. Ed io, allora, non ho nessuna voglia di lasciarlo indietro! Sotto Natale questo disco deve andare sotto l’albero e poi, naturalmente, nel lettore.
Track List: