The Klaudia Call<small></small>
Italiana − Alternative − punk-rock, indie, grunge, pop

The Klaudia Call

The Klaudia Call

2016 - Autoprodotto
21/04/2017 - di
Nonostante sia a tutti gli effetti un disco d’esordio, annoverare i brindisini The Klaudia Call tra gli emergenti non mi sembra proprio tanto appropriato.
Infatti, da circa venti anni Alessandro Palazzo (voce e chitarra), Francesco Di Coste (basso) e Alessandro Garramone (batteria e voce) si dimenano sulla scena underground italiana con svariati progetti musicali, uno su tutti quei Lova formatosi verso la metà degli anni novanta e con i quali tanti palchi sono stati calcati e svariate canzoni suonate.

Classe ’77 e attitudine punk (rock), ai tre ragazzi brindisi basta la semplicità dei tre accordi per dare vita alle loro canzoni e dar forma all’omonimo disco autoprodotto, dove far convergere tutte le idee raccolte negli ultimi anni. Dodici i brani scelti, dove testualità e sound sono forgiati, da una parte, dalla nostra canzone d’autore, rievocando artisti del calibro di Battisti, Dalla e De Gregori, ma anche un certo Fiumani, mentre dall’altra, è forte l’impronta indie-rock americana di band come Pixies, Pavement e in particolar modo Dinosaur Jr. Proprio a questi ultimi potremo accostarli, infatti, come la band di J Mascis anche Palazzo dimostra come, pur rimanendo nel tempo musicalmente tradizionalista, riesce a  sviscerare un’intensità sonora e una carica emotiva che non ha eguali.

Uscito sul finire del 2016, il disco trasuda tutta la spensieratezza di chi fa musica solo per il gusto di farlo, il riverbero di una sala prove casalinga e canzoni di presa immediata, dirette fatte d’armonie orecchiabili e testi semplici ma mai banali, che mostrano la scrittura ispirata di Palazzo, autore di quasi tutti i pezzi, eccezion fatta per i brani Una settimana fa, Nascondino e Pagina scritti dal batterista Garramone.
Se si esclude la presenza sporadica della tastiera, il disco è tutto un succedersi di chitarre sferzanti dai modi spicci, di bassi tambureggianti e batterie precipitose: il rock nella sua indole più grezza e spontanea. Canzoni come Niagara, Tutto e niente, 120, Epoca e Agata, solo per citarne alcune, sono come una scarica d’adrenalina che ti scuotono nell’animo, intervallate dall’unica traccia soft del disco, Ahimsa.
In chiusura, Una giornata al lavoro, canzone dal retrogusto tipicamente lo-fi e registrata con tre microfoni Canta Tu.

Non bastano solo le parole, bisogna ascoltare per credere.

Track List

  • Una settimana fa
  • Niagara
  • Tutto e niente
  • 120
  • Bianchi coralli
  • Epoca
  • Nascondino
  • Ahimsa
  • Pagina
  • Agata
  • Tandem
  • Una giornata al lavoro