09/05/2011 | di Veronica Eracleo
A due anni di distanza dal disco d’esordio What’s your jump like?, e dopo una lunga serie di concerti in giro per l’Europa, i torinesi The Jumpin’ Quails realizzano Bishops in tea shops.
Dodici racconti dalle atmosfere, testuali e musicali, svariate tengono alta l’attenzione dell’ascoltatore sin dall’inizio.
Bishops in tea shops si contraddistingue soprattutto per le citazioni sonore, tra cui ritroviamo il surf dei Beach Boys che prende piede soprattutto in Watch out!, il punk sporco ed essenziale dei Sex Pistols di Gorgeous Flesh, il rock d’atmosfera in stile The Doors che caratterizza A dysfunctional wave is coming from the south and I’m wet.
Le atmosfere sonore non sono gli unici elementi che rendono interessante il secondo lavoro di Tommaso Soave, Gabriele Gambotto e Dario Bovero. Ad esse si aggiungono infatti i testi. Si passa dalle visioni di incontri storici di I met George Stephenson in my garden, al mondo notturno di Pattie, la draq queen protagonista dell’unica canzone in francese del cd, per poi passare all’amore contrastato di Talk to your father and lie.
Un disco punk, surf, rock arricchito dai suoni dei sintetizzatori che potrebbe sembrare un’accozzaglia musicale, ma che invece invoglia ad un ascolto ripetuto e mai tedioso.
Tra le curiosità che aleggiano intorno a questo disco emerge quella legata al titolo: Bishops in tea shops. Pare che i The Jumpin’ Quails fossero in giro a Torino quando la loro attenzione si focalizza su una sala da thé piena di cardinali per un concistoro. La coincidenza vuole che giorni dopo i ragazzi apprendono la notizia: tutti i cardinali presenti in quella sala sono morti a causa degli effetti del thé.
Si spera che la stessa sorte non tocchi a tutti coloro che hanno ascoltato e ascolteranno questo disco.
Track List: