Different days<small></small>
Rock Internazionale − Pop − elettronica

The Charlatans

Different days

2017 - BMG
11/09/2017 - di
The Charlatans sono una band inglese di lungo corso, conosciuta in USA come The Charlatans UK per distinguerli da una omonima band californiana di rock psichedelico degli anni ‘60, attiva dal 1989, capitanata dal leader e fondatore Tim Burgess, e questo Different Days è il loro tredicesimo album.

Hanno alternato momenti di grande popolarità a momenti di stasi creativa, realizzando dischi in cui rock, psichedelica, pop ed elettronica si mischiavano in un gradevole connubio, fornendo prove convincenti nella maggior parte dei loro lavori, ma negli anni hanno subito le  tragiche  scomparse di alcuni membri, l’ultima è stata quella nel 2013 di Jon Brookes, il batterista fin dalle origini.

Ora a due anni dall’ultimo lavoro Modern nature, esce questo nuovo album dal titolo Different Days, realizzato dai quattro componenti, Tim Burgess voce, Martin Blunt  basso, Mark Collins chitarra e Tony Rogers tastiere, con l’aiuto di una serie di importanti ospiti, provenienti naturalmente dalla musica ma anche da altri settori come la letteratura. 

Different days, prodotto da Jim Spencer e realizzato negli studi della band nel Cheshire, vede infatti la presenza di numerosi personaggi, ai quali è stato lasciato molto spazio nei 13 brani del disco,  tra i quali ricordiamo Paul  Weller, John Marr, Pete Salisbury ( l’attuale batterista dei Verve), Anton Newcombe (Brian Jonestown Massacre), Stephen Morris , presente in ben sette brani tra batteria e programmazioni,  Gillian Gilbert dei New Order, Kurt Wagner (Lambchop)  e la non usuale presenza di un grande  scrittore di gialli  come Ian Rankin e l’attrice e scrittrice Sharon Horgan.

Il brano iniziale Hey Sunrise è una buona partenza del disco con il suo pop melanconico ed autunnale, la title track Different Days vede John Marr alla chitarra in un curioso brano con tanto di carillion e forti profumi di spensierato beat-pop, mentre Future Tense è un breve brano con un parlato di Ian Rankin e un sottofondo di atmosfere elettroniche.

Interessanti e di buon livello  anche Plastic Machinery, il primo singolo, un ritmato e ballabile  rock-pop che strizza l’occhio alle classifiche, con le solide e brillanti chitarre di John Marr e Anton Newcomb, e The Forgotten One  aperto dal vocione recitante  di Kurt Wagner, che si sviluppa poi tra un breve ritmo reggae iniziale ed una esplosione di rock, psichedelica ed  elettronica.

La seconda parte del disco cala leggermente con una crescente predominanza della parte elettronica come in Over Again  e The Same House, che vede al synthesizer  Gillian Gillbert , e Let’s go together, brani di routine che sanno di già sentito e che abbassano un po’ il livello del lavoro. Tuttavia c’è ancora qualche qualche buon guizzo come in There will be chance dove prevalgono atmosfere psichedeliche sixties, e soprattutto nella conclusiva Spinning out scritta insieme a Paul Weller, qui presente anche alla voce e al  piano, che con il suo  incedere rappresenta l’unico momento lento del disco e ci consegna un brano dolce, melanconico  e romantico di buon spessore.

Un disco dal suono fresco e brillante, molto inglese, che scivola via canzone dopo canzone e  che si ascolta con piacere, ma  che non aggiunge niente di nuovo alla lunga e grande storia della band. L’album e’ disponibile, oltre che nei  tradizionali formati, Cd, vinile, de-luxe edition, DL, anche, udite udite, in cassetta e in uno speciale box di 7’ con 10 brani dell’album.

Track List

  • Hey Sunrise
  • Solutions
  • Different days
  • Future Tense
  • Plastic Machinery
  • The Forgotten One
  • Not Forgotten
  • There Will Be Chances
  • Over Again
  • The Same House
  • Let’s Go Together
  • The Setting Sun
  • Spinning Out