Royal Mint<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

The Cash Box Kings

Royal Mint

2017 - Alligator / Ird
01/08/2017 - di
The Cash Box Kings play with real taste and feel. Not only is it good blues but it’s a jumping good time, too! I ain’t lyin’!” parola del leggendario bluesman Charlie Musselwhite.

I Cash Box Kings sono una band di Chicago formatasi attorno al duo Joe Nosek (fondatore, cantante, armonicista e… il “bianco” della band) e Oscar Wilson (carismatico vocalist e… il “nero” della band).

Joe Nosek è quello che si potrebbe definire un sincero fanatico del blues. Nato nel Wisconsin a metà anni ‘70 e cresciuto nella mecca del blues elettrico: Chicago. Negli anni dell`adolescenza appena poteva (e riusciva) s’intrufolava all’interno dei club blues per ascoltare personaggi del calibro di Junior Wells, James Cotton, Otis Rush, Jimmy Rogers, Sunnyland Slim e altri. Di quegli anni ricorda: "Vedendo quei ragazzi mi hanno fatto un`impressione enorme e mi hanno spinto a voler imparare a suonare il blues". Da allora ha preso l’armonica coltivando rapidamente il proprio stile: aggressivo e fluido al tempo stesso.

Entrato a far parte della band nel 2007 Oscar Wilson, con le sue 300 libbre di presenza scenica, è il classico personaggio che nel blues è nato e cresciuto. Nato nel ’53 casualmente nella 43rd Street di Chicago (o Muddy Waters Drive) è cresciuto in compagnia di molti artisti blues. Personaggi come Junior Wells, Elmore James, gli Smokey Smokey e l`amico di famiglia David "Honeyboy" Edwards quasi tutti i fine settimana si ritrovavano nella casa dei Wilson per delle festicciole a base di pesce fritto e jam musicali a base di... Blues !

Nella sua voce e nel suo modo di cantare sono ben chiari i padri ispiratori: da Muddy Waters, B.B. King e Albert King a Jimmy Reed, Jimmy Rogers e Little Walter.

Formati i The Cash Box Kings nel 2003 pubblicano il suo primo album Live! A The King Club guadagnando immediatamente le lodi dei critici e dei fan, acquisendo così la reputazione di una delle band più vivaci del circuito.

Il loro album del 2013 Black Toppin ha vinto nello stesso anno (e la nomination l’anno successivo) il Blues Blast Music Award per l’album blues tradizionale dell`anno mentre l’album Holding Court (del 2015) ha avuto la nomination per due premi Blues Music Awards nel 2016 (Best Traditional Album e Album dell`anno). Giusto per non farsi mancare nulla quello stesso anno la band è stata nominata anche per il premio Band of the Year.

Oltre ai due co-leaders il “collettivo blues” (come piace definirlo Nosek) include i due chitarristi Joel Paterson e Billy Flynn (chitarra solista), i batteristi Kenny "Beedy Eyes" Smith (figlio del leggendario batterista blues Willie "Big Eyes" Smith) e Mark Haines, e i recenti membri: Brad Ber al basso e Lee Kanehira (che ha sostituire il pianista Barrelhouse Chuck morto lo scorso Dicembre a soli 58 anni).

The Cash Box Kings è una band capace di dispensare buone dosi di classico Chicago blues con un alto tasso di energia non dimenticandosi però di strizzare l’occhietto al blues del delta, al proto-rock’n’roll e al loro personalissimo "bluesabilly" (un mix di Chicago blues e Memphis rockabilly).

Veniamo ora a The Cash Box Kings – Royal Mint: ottavo (nonostante che nelle note di copertina il duo scriva che si tratta del nono) album nonché album di debutto con l’Alligator Records (in precedenza incidevano su etichetta Blind Pig). Quarantuno minuti di musica senza tempo. Quarantuno minuti di sound intriso di potenza vocale, di un suono vigoroso di armonica e di chitarre pungenti.

Tra i brani scritti dal duo troviamo ad esempio: il pungente rockabilly di Build that wall con il classico sound twangy della chitarra di Flynn e i testi ironici di Nosek che così commenta il brano: “Non avevo davvero intenzione di scrivere una canzone simile finché la corsa presidenziale non si è riscalda e ho visto una crescente atmosfera di intolleranza, odio e ignoranza”; Blues For Chi-Raq brano scritto da Nosek e Wilson, una sorta di lamento contro la violenza che imperversa Chicago e la divertente e spensierata If You Got A Jealous Woman Facebook Ain’t Your Friend.

Per quanto concerne le cover The Cash Box Kings ci danno dentro alla grande con le versioni senza tempo di canzoni di: Robert Johnson (Travelling Riverside Blues, stupendo 12bar blues registrato nell’anno di grazia 1937 e qui proposto in versione voce e bottleneck); Muddy Waters (Flood, riconoscibile in questo caso dalla raffinata roca voce di Wilson e Flynn allo slide); Junior Wells (nello slidin’ blues I`m a Stranger con tanto di armonica e piano); Clifton Chenier (All Night Long in qui i nostri miscelano tanto divertimento e “sapori” zydeco); Amos Milburn (in apertura di disco sfoderano subito l’atmosfera da festa con il classico rhythm-and-blues House Party, in questo brano tra l’altro troviamo anche Al Falaschi al sax) e infine Jimmy Reed (classicissimo Chicago blues con un sound tutto Chess Records per I’m Gonna Get My Baby)

Royal Mint è un disco che indubbiamente documenta una band che comprende il passato senza (semplicemente) imitarlo perché a detta di Nosek: "Prendiamo lo spirito di quella musica, ma allo stesso tempo cerchiamo di metterci la nostra interpretazione. Siamo radicati, ma non siamo imprigionati o legati".

Track List

  • House party
  • I`m gonna get my baby
  • Flood
  • Build that wall
  • Blues for chi-raq
  • Traveling riverside blues
  • If you got a jealous woman facebook ain`t your friend
  • Daddy bear blues
  • Sugar sweet
  • I`m a stranger
  • I come all the way from chi-town
  • All night long
  • Don`t let life tether you down