The Black Keys - El Camino

The Black Keys

El Camino

2011 - Nonesuch Records

Americana Roots Indie Rock Blues Rock

20/12/2011  |  di Gianmario Ferrario

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Musicisti di tutto il mondo, non mollate la presa, il caso The Black Keys ci insegna che si e' sempre in tempo per esser capiti. Cinque album quasi invisibili alle spalle, pubblicati più' per passione che per professione, poi, di colpo, la moda, il colpo di fortuna, il diavolo, e diventano il gruppo giusto al momento giusto: l'approvazione della stampa con Attack and Release (2008), la consacrazione del pubblico all'uscita di Brothers (2010) e ora, grazie a El Camino, quasi si potrebbero considerare il gruppo del momento. 
 
I due nerds con le occhiaie che amano il blues sono riusciti a far strage anche nello Stivale. Solo cinque anni fa, li avremmo visti in qualche postaccio, magari di lunedì sera. Oggi riempiono l'Alcatraz di Milano facendo sold-out di biglietti due mesi prima della data stabilita. Merito di Radio Deejay che ha deciso di integrare nella sua scaletta qualche band più underground? Merito del fatto che, nell'era dell'Ipod, un ragazzino di vent'anni potrebbe non conoscere un classico come Aqualung e credere che Little Black Submarines sia un capolavoro del rock? Nel nuovo 2.0  fondato sul poco o niente di nuovo non c'e' da stupirsi se cio' che una volta veniva espresso come copia, oggi, al massimo, e' considerato con il termine di influenza. Ma a tutti noi va bene così: del resto, di questi tempi, il pubblico del rock  e' talmente stanco e alle prese con la trasformazione di se stesso, specie da spettatore ad artista ('Vuoi suonare la chitarra senza suonare la chitarra? Compra la Mela')  che sarebbe quasi impensabile vederlo pronto a capire qualcosa di nuovo. Meglio il vecchio, sotto i ferri del chirurgo, un bel lifting e via, certi medici sono così in gamba che manco te ne accorgi.

E poi, parliamoci chiaro: i Black Keys, in questo, hanno molto talento, sanno riprendere bene il meglio del genere che suonano e, cosa importante, lo sanno fare sempre meglio! Da qualche  tempo hanno addirittura introdotto nuovi strumenti al loro sound e sanno il fatto loro in quanto a scelta dei  suoni e registrazione. Gain ma non troppo. Reverb, ma non troppo. Rock, ma non troppo. Dan Auerbach ha una voce meravigliosa e con il suol tocco soul ogni traccia ti si stampa nel cervello già' al primo ascolto; Fanno video simpatici spendendo zero (Lonely Boy ha lo stesso impegno di un video amatoriale in cui si riprende il proprio cane che salta la corda) e senza un basso sembrano, ormai, più' normali. Immediatezza, in una parola, la parola più' adatta.

Divertiamoci, balliamo, e continuiamo ad esaltare, a nostro modo, questo sound che da sempre ci scuote. Il blues sa ancora unire la gente. E' cio' che conta, cio' che rimane. 

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Track List:

  • Lonely Boy
  • Dead and Gone
  • Gold On the Ceiling
  • Little Black Submarines
  • Money Maker
  • Run Right Back
  • Sister
  • Hell of a Season
  • Stop Stop
  • Nova Baby
  • Mind Eraser

The Black Keys



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