Volcano<small></small>
Rock Internazionale − Rock − Psychedelic Pop

Temples

Volcano

2017 - Fat Possum/ Heavenly Recordings
14/03/2017 - di
La musica psichedelica si è già lasciata alle spalle due significative epoche storiche, in primis nei sixties per proseguire con gli anni ottanta e tutto in questo ambito sembra ormai essere stato detto e composto. I Temples, inglesi del Northamptonshire, ci hanno regalato 3 anni fa uno degli esordi più convincenti del suddetto genere con Sun Structures, disco splendido con belle reminiscenza della golden age psychedelica. Tutto funzionava alla perfezione in quel disco, melodie, suoni, produzione pur senza brillare in quanto a originalità, in linea col 90% delle produzioni attuali. Dopo una pausa fin troppo lunga, per la velocità con cui adesso vengono dimenticati i nuovi gruppi, arriva per i Temples la sospirato opera seconda, un ostacolo spesso insormontabile per molte nuove realtà. Così è stato purtroppo anche per i quattro inglesi, James Bagshaw, voce e chitarra, Adam Smith, chitarra e tastiere, Thomas Walmsley, basso e voci e Samuel Toms alla batteria.

Già l`orribile copertina, confrontata con quella molto bella del disco d`esordio, dovrebbe mettere in guardia che qualcosa è cambiato ma solamente in peggio. E` svanito innanzitutto l`effetto sorpresa ma sono pure evaporati quei suoni brillanti e ricchi di fascino che ce li avevano fatti apprezzare.
E` di nuovo il leader e cantante James Bagshaw a produrre l`album ma qui è il livello medio delle composizioni ad aver subire un brusco ridimensionamento.
Sono quasi tutte canzoni prive di nerbo, flosce, iper arrangiate, senza acuti nè un impennata d`orgoglio e ben poco si salva in questi solchi, andiamo però a cercarlo.

L`opening track Certainty, con tanto di coloratissimo video allegato, illude che ancora una volta che tutto fili alla perfezione anche se le troppe tastiere appesantiscono un pezzo che di base non sarebbe disprezzabile. Fra le cose migliori figura certamente
Roman Goldlike Man e due tracce da sei minuti ciascuna, (I want to be your mirror) e Born in the sunset anche se quest`ultima scimmiotta non poco gli XTC ed è fin troppo pomposa negli arrangiamenti, cosa che l`accomuna a molte altre tracce qui presenti.
In particolare sono le chitarre ad essere quasi sparite da questi solchi, non pervenute proprio, sembra che James Bagshaw abbia voluto privilegiare le parti vocali, appesantendo però l`intera struttura del disco, che si fatica a rimettere in play superati gli ascolti minimi legali. Un pò come quei dischi minori di psychedelia dei sixties che si mettevano subito da parte, delusi per non averci trovato degli spunti brillanti.
Speriamo che questa sia solo una semplice battuta d`arresto anche se la sensazione che i Temples siano la solita meteora del panorama indipendente inglese è molto forte. La prima grande delusione del 2017, di certo non sarà l`ultima.

 

Track List

  • Certainty
  • All Join In
  • I Wanna Be Your Mirror
  • Oh The Saviour
  • Born Into The Sunset
  • How Would You Like To Go?
  • Open Air
  • In My Pocket
  • Celebration
  • Mystery Of Pop
  • Roman Godlike Man
  • Strange Or Be Forgotten