HUM<small></small>
Italiana − Alternative − Elettronica

Tears Of Sirens

HUM

2017 - Magnatune Records
18/10/2017 - di
Mettetevi comodi perché il disco che stiamo per ascoltare ci catapulterà in un’altra dimensione fatta di atmosfere frammentarie e suoni frattalici. È un enorme colosso che si nutre di ritmi sintetici, il nuovo disco dei Tears of Sirens, il primo sulle lunghe distanze che segue l’Ep d’esordio The Abyss, uscito nel 2015.

Un vecchio proverbio dice: caval vincente non si cambia e HUM ne è la diretta dimostrazione; infatti il sodalizio artistico tra Fabio Properzi e Giulia Riboli cominciato tre anni or sono continua ancora oggi. Autore per la Sugar e militante nei Kinky Atoms e nei Kubriq lui, e thereminista lei, mettono al mondo un disco che rievoca gli scenari dipinti da Yorke e soci, nel quale le sofisticate melodie si intrecciano con temi terreni e spudoratamente umani.

Crazy Flows, la prima traccia di HUM, più di tutte ricorda la band dell’Oxfordshire, e tra suoni languidi e spettrali affronta il tema dell’alienazione e della speranza nel cambiamento. Di speranza si continua a cantare in Disedge, il brano che segna l’esordio vocale della thereminista Giulia nel disco (novità rispetto al passato è l’utilizzo del cantato in ben sette degli undici brani che compongono HUM).

Forse non tutti sanno che il theremin è il primo strumento che non prevede contatto con l’esecutore, ma l’interferenza tra le mani e onde elettromagnetiche genera un suono meravigliosamente impalpabile e ultraterreno. HUM si conferma luogo dei contrasti; infatti ad affiancare i suoni rarefatti e sintetici, rumori concreti che scaturiscono da un cajon o addirittura dal percuotere il pannello di una stufa a gas; i Tears of Sirens si allontanano così dagli stereotipi della musica elettronica.  

È una vecchia Olivetti a scandire il tempo in I’ve got a Thrill, mentre sullo sfondo si alternano scene alla Dylan Dog ed in lontananza si ode l’eco delle sirene, che si fanno ammalianti e ipnotiche come nelle avventure di Ulisse in Italia. Di un eleganza disarmante è Spectres and Sine Waves, brano nel quale le sinuose melodie del theremin si compenetrano con la voce di Giulia, fino a non riuscire più a distinguere le une dall’altra.

HUM è però un crescendo verso la luce, i toni cupi della prima parte del disco vengono spazzati via dalla positività come in Turning Points, il brano che ha anticipato l’album e uscito lo scorso aprile. Ma il bel tempo non può durare per sempre infatti il disco si conclude con la fotografia di uno scenario post-apocalittico nel quale solo un vecchio vinile contenente l`Ave Maria di Schubert è sopravvissuto. 

Tornando a noi, HUM è un disco godibile e se ne sono accorti anche oltreoceano; infatti è stato prodotto dall’etichetta californiana Magnatune records. Sarà stata la spettrale The Ripples o la rockeggiante Fight $ a conquistarli? Ai posteri l’ardua sentenza.

Track List

  • CRAZY FLOWS
  • DISEDGE
  • THE RIPPLES
  • FIGHT $
  • I`VE GOT A THRILL
  • SPECTRES AND SINE WAVES
  • WASTE IN MY MOUTH
  • UNAWAKENED
  • TURNING POINTS
  • SYN-ES-THE-SIA
  • MINUTE OF FUTURE PAST