Covers On My Bed, Stones In My Pillow <small></small>
Americana − Folk − roots

Swanz The Lonely Cat

Covers On My Bed, Stones In My Pillow

2017 - Desvelos Records
31/07/2017 - di
Covers On My Bed, Stones In My Pillow, album solista d`esordio per Swanz, autore e frontman dei Dead Cat In A Bag (band con due album all` attivo, dove musiche da Americhe ed Europa si decompongono per ricostruirsi in canzone d`autore) è un lavoro che lascia stupefatti. Piacevolmente.

Chiaro che quello che abbiamo in mano sia un disco anomalo; un esordio, di solito, contiene materiale inedito e, spesso d`ispirazione autobiografica: niente di tutto questo, Swanz raduna ed esegue in questa mezz`ora abbondante, la musica che più lo ha toccato, brani che hanno contribuito a plasmare il suo essere musicista ed autore, ed ogni pezzo ne esce nuovo, non eseguito, ma interpretato e diventato altro da se`, e, proprio per la profonda impronta che Swanz lascia, il disco risulta omogeneo.

La scelta stilistica è quella di abbracciare un folk scuro ed acustico, Swanz suona e produce in solitario l` album, se si eccettuano gli interventi di Roberto Necco al longneck banjo, Francesca Musnicki a viola e violoncello e Thomas Guiducci che provvede a banjo e batteria in una malinconica Peggy Sue Got Married ( Buddy Holly )  e nella straordinaria lettura di  All Along The Watchtower ( Dylan ) che diventa un pezzo dal tiro hillbillypunk.

Swanz canta in tutti i brani e si occupa di chitarre e banjo, dobro, mandolino e balalaika, harmonium ed organo Bontempi, senza dimenticare l`elettronica. Un album con i piedi piantati nel passato, ma con un occhio a quel folk American Gothic che negli ultimi anni ha prodotto capolavori, ed il pensiero va, per le atmosfere, ad autori come Stone Jack Jones, Daughn Gibson o alle ballad di John Murry. I brani oggetto del trattamento Swanz e, quindi i temi scelti, parlano di  amore malato e rimpianto: una preghiera rallentata e sussurrata a bassa voce è  Love Me Tender  ( Presley, Matson ),  la  Cold Cold Heart  di Hank Williams si trasforma in un countryfolk per il nuovo millennio, con un crescendo di harmonium e tastiere nel finale, il successo del 1970 di Kris Kristofferson,  For The Good Times, è interpretato con il cuore in mano, quasi che quell`ultimo incontro amoroso alla fine di una storia, raccontasse un doloroso addio vissuto realmente.

Non è  tutto, fra tanta America il brano che ci ha colpito di più è europeo,  The Eternal, originale proveniente da  Closer,  il secondo ed ultimo album dei Joy Division, in pratica il disco che meglio codifica l`estetica della morte. Niente basso, né batteria, solo voce e banjo per raccontare la disperazione di un corteo funebre in un crescendo di rassegnazione con gli archi e l`elettronica a punteggiarne efficacemente il dolore.

C` è ancora posto per un brano di John Cale,  Thoughtless Kind, uno del dimenticato Washington Phillips, A mother`s Last Word To Her Son, per il traditional Wayfaring Stranger e per una ballad, il brano dalla resa più ortodossa dell` album, si tratta di Lovers, di Tyla dei The Dogs D`Amour, band sleazy rock anni `80 che ha avuto una qualche notorietà anche da noi ma che abbiamo faticato a ricordare.

In definitiva un lavoro onesto e radicale, un disco senza compromessi, suoni e strumenti minimali, la scelta di destrutturare e ricostruire, con un attento lavoro " a togliere " i brani scelti, un disco di cover che ha più personalità di centinaia di originali soffritti con l`autotune.

 

Track List

  • Love Me Tender ( Presley, Matson )
  • Wayfaring Stranger ( Traditional )
  • Peggy Sue Got Married ( Holly )
  • The Eternal ( Curtis, Albrecht, Dickens, Morris, Hook )
  • All Along The Watchtower ( Dylan )
  • Lovers ( Tyla)
  • Thoughtless Kind ( John Cale )
  • A Mother`s Last Word To Her Son ( Washington Phillips )
  • For The Good Times ( Kristofferson )
  • Cold Cold Heart ( Hank Williams )