Dirty kitchen songs<small></small>
Americana − Folk − Blues

Sugar Ray Dogs

Dirty kitchen songs

2017 - Ultra Sounds Records
01/07/2017 - di
Ernani Ray D. Natarella  è il leader e fondatore degli  Sugar Ray Dogs, brillante trio con Alberto Steri alla chitarra e Andrea Perovanni Paradiso  alla batteria e percussioni.  Questa band, che ci ha deliziato per alcuni anni con  concerti dal vivo e tre album,  proponeva una  musica definita dai suoi componenti  un “crossover americana”, con i suoni delle radici della musica americana, country-rock, rockabilly, tex-mex e rock-blues, con scintillanti e corposi suoni.  L’ultimo ottimo Mexi-Cola del 2015 aveva anche  molti ospiti importanti  come, tra gli altri, David Hidalgo dei Los Lobos, Joel Guzman  e Patricia Vonne. Poi, terminato il lancio del disco, è calato il silenzio sugli Sugar Ray Dogs, con Alberto Steri e Andrea Perovanni impegnati in altri progetti, mentre Ernani Ray D. Natarella dava inizio ad un nuovo progetto con  i Delta Junkmen, un duo blues che ha realizzato il primo interessante lavoro, Anatomy of the blues, a fine 2016 e si dedicava alla scrittura di un libro, Neanche li avesse fatti Egon Schiele, appena pubblicato.  C’era quindi una grande attesa per questo nuovo lavoro, Dirty kitchen songs, che in effetti presenta molte sorprese.

Anche se il lavoro  esce a nome Sugar Ray Dogs in realtà nel disco c’è solo Ernani Ray D. Natarella alla voce e chitarra acustica, accompagnato dal Quartetto d’archi Stradivari, e inoltre, ovviamente , non ci sono  i suoni presenti nei precedenti album, ma c’è il coraggioso progetto di affrontare un nuovo percorso musicale, intimo, minimale, solitario, senza il clamore di importanti ospiti, un album acustico fatto della sua graffiante e rauca voce, chitarra e un quartetto d’archi .

La copertina, con  desolati e sporchi avanzi di un pranzo in cucina, richiama il titolo del disco che è composto da otto brani per mezz’ora di musica che si può definire “unplugged”, otto ballate intime ed acustiche, otto racconti crepuscolari  che sanno di solitudine, di abbandono , di durezza della vita, tra folk e folk-blues da camera.

Il dolce e delizioso brano folk iniziale Come on come on come on, per  voce e chitarra con, nel ritornello, il supporto del quartetto d’archi, mostra subito la nuova direzione musicale, la title track Dirty kitchen song lascia il segno per il mood sognante e delicato, mentre How can I tell her è uno dei brani più grintosi grazie ai forti sapori  blues. 

Da segnalare anche Over that motel, uno dei brani più lunghi del disco, con un riuscito accostamento tra il sound acustico tipico della  West coast e il lavoro degli  archi che creano un tappeto sonoro ricco di soul, e la conclusiva Soul becomes blind, scuro folk blues con un finale ossessivo e in crescendo.   

Un lavoro questo Dirty kitchen songs che ci ha sorpreso e anche un po’  spiazzato all’inizio, ma che si apprezza strada facendo, è un disco che mostra un’altra faccia del talento di Ernani Ray D. Natarella .

E siamo già in attesa di vedere e capire quale sarà la direzione, il prossimo passo dell’artista. 

 

Track List

  • Come on come on come on
  • Dirty kitchen song
  • How can I tell her
  • Look like a man on the moon
  • Love will not hit you anymore
  • Over that motel
  • Stuck in a moment
  • Soul becomes blind