Wishbones<small></small>
− Cantautore, Rock

Slaid Cleaves

Wishbones

2004 - ROUNDER RECORDS
12/07/2004 - di
Davanti a “Wishbones”, la prima domanda che ci si pone, ancora prima dell’acquisto e quindi dell’ascolto, è se sia davvero un buon disco o se sia invece uno dei tanti prodotti della provincia americana.
Questo che potrebbe sembrare un pregiudizio è un sano e logico sospetto, dovuto più alla proliferare eccessivo di roots bands verificatosi negli ultimi anni che alla marginalità di questo autore, giunto ormai al suo sesto disco.
Un passo in avanti lo aveva già fatto con il precedente “Broke down” ed ora con questo disco, il terzo per la Philo / Rounder, questo texano adottivo meriterebbe o almeno dovrebbe svincolarsi da quella cerchia di minori, che brulica al riflesso di Steve Earle o Lucinda Williams, veri protagonisti della scena del Lone Star State e non solo.
“Wishbones” è un buono disco, ma non è “quel” disco: premesso che Todd Snider, Greg Trooper, Chris Knight, John Dee Graham, tanto per fare qualche nome, non sono affatto compagnia di cui vergognarsi, bisogna dire che Cleaves e la sua musica non sembrano tagliati per il gran salto. L’approccio è raffinato, ma umile, viene in mente un Will T. Massey più levigato, assiduo frequentatore di pubs più che di strade sterrate.
Slaid Cleaves ha la capacità di scrivere e di suonare piccole storie, che emergono per caso, ma che si sudano e si meritano ogni passo in avanti. Non c’è quella peculiarità ruspante, tipica del Texas: “Wishbones” è un disco di country-rock suonato in modo sincero da musicisti minuziosi, che si presentano con strumenti puliti e stivali ben levigati.
Responsabile del lavoro, nei suoi pregi e nei suoi limiti, sembra essere il chitarrista / produttore Gurf Morlix, già sui dischi precedenti di Cleaves, ma anche con Lucinda Williams e Robert Earl Keen: c’è il folk-blues, c’è il boogie, ci sono atmosfere più swamp, qualche impennata di swing e ovviamente ci sono le ballate.
Senza nulla togliere alla personalità dell’autore, non ci sentiamo di condividere il giudizio espresso nel booklet, dove si arriva a parlare di un Dylan senza sarcasmo o di uno Springsteen con meno pose: Cleaves è un autore che, a tratti, sfiora i livelli di eccellenza di un Joe Ely, riuscendo a conferire alla propria quotidianità una leggera epica, come succede in “Below” e in “Borderline”, i due episodi migliori del disco.
Per il resto ci sono ottime canzoni, ben valorizzate nella voce e negli arrangiamenti, che fanno di “Wishbones” un disco equilibrato, né troppo rock, né troppo traditional: nulla per cui scattare in piedi, ma tanti buoni motivi per confermare Slaid Cleaves in quella cerchia di aficionados su cui si può fare affidamento in qualsiasi momento.

Track List

  • Wishbones|
  • Road Too Long|
  • Drinkin´ Days|
  • Sinner´s Prayer|
  • Tiger Tom Dixon´s Blues|
  • Below|
  • Quick as Dreams|
  • Horses|
  • Hearts Break|
  • Borderline|
  • New Year´s Day

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