Ghost on the car radio<small></small>
Americana − Folk − Country

Slaid Cleaves

Ghost on the car radio

2017 - Proper Recrods / IRD
03/11/2017 - di
L`America del sogno interrotto, dei mille lavori per tirare a campare, della working class più proletarizzata e umiliata dell`Occidente, sedotta e abbandonata: questo è il mondo che popola da sempre i dischi di Slaid Cleaves. Anche questo Ghost on the car radio, ottavo disco in studio, non si discosta molto dalla prospettiva disincantata e dai suoni acustici che hanno caratterizzato l`opera del cantautore di Washington, DC, e risulta ancora più straniante il contrasto fra la sua voce sommessa e morbida, spesso arricchita da cori eleganti e precisi (come in Drunken Barber`s Hand), e le storie disperate che essa racconta.

Fin dai toni seppia della copertina, l`ascoltatore sa che si trova di fronte a un lavoro forte, dai suoni minimalisti, eppure ricchi di sfumature, nella migliore tradizione country (apertamente evocata in pezzi come Little GuysTake home pay), con una scrittura che richiama, oltre, ovviamente, al padre Woody Guthrie, lo Springsteen di Nebraska (uno dei principali modelli per Cleaves, che chiamò The magic Rats la sua prima band, ispirandosi ai personaggi di Jungleland), ma anche certi cantautori meno conosciuti, e altrettanto significativi, come James McMurtry o quel Rod Picott, che incontrò a scuola e con cui iniziò il percorso musicale.

Le dodici tracce offrono uno spaccato esaustivo e sconfortante dei tempi moderni, in cui, come canta Cleaves, Mom and pops like us don`t have a place in the world today / The little guy shops don`t stand a chance when the big guys start to play; ma c`è posto anche per ballate morbide e intimiste, in cui il tema "cuore infranto" viene trattato senza melensaggini e con un approccio agrodolce che lo rende gradevole, come in To Be Held; oppure, in So good to me, dall`incedere vagamente beatlesiano, l`ascoltatore viene trasportato in un mondo sereno, in cui l`amore dà senso alla vita, e la colora di positività ( Times were tough but we were tougher / Slings and arrows we did suffer / Scars, we`ve got a few, but who has not...).

Adesso, non resta altro che aspettarlo in tour anche qui in Italia, dove l`amico Picott passa spesso, in modo da verificare la resa live di pezzi indubbiamente validi.

Track List

  • Already Gone
  • Drunken Barber`s Hand
  • If I Had A Heart
  • Little Guys
  • Primer Gray
  • Take Home Pay
  • The Old Guard
  • So Good To Me
  • To Be Held
  • Still Be Mine
  • Junkyard