Salvatore  Schisano - In treno

Salvatore Schisano

In treno

2008 - Positano Records

Emergenti

21/12/2008  |  di Massimo Sannella

La chiusura fisica della nostra acquosità mediterranea tende ad un ciclico rimestare di eventi e suoni apparentemente senza sbocco. Ed ecco che la nostra occidentalità (Napoli) guarda al continente Sudamericano per poi tornare e cercare dentro di sé. Per questa “navigazione” il musicista partenopeo Salvatore Schisano sceglie un mezzo di locomozione virtuale sognante quanto “navigato”: ovvero il treno, come metafora del viaggio senza soste e senza limiti.
Il chitarrista intraprende il suo roading di vita con il suo album/debutto “In Treno”, che nasce dopo molti anni trascorsi a studiare e amare nuovi percorsi musicali e rafforzare il suo appassionato interesse per la musica sudamericana , e che poi traduce in una fusion di solida e tenue combine latin di mediterranea malinconica grazia ispirata.
La grafìa chitarristica del cantautore è assoggettata ad una curatissima calibratura di timbri che fanno da sponda perfetta alle composizioni e ai refrain che non lasciano dubbi circa il loro compito di farsi amabili e carezzevoli nell’immediato.
Menzione a parte per la cover della indimenticabile canzone di Ivano Fossati e portata al successo da Mina ovvero “La pioggia di marzo”, l’album scorre a meridiano tra napoletanità ( In treno) e Brasile/Buenos Aires, e su di esso si incastonano le intimità, le facce nuove e quelle vecchie dei ricordi e delle pulsioni soft; tuttavia il cantautore, oltre che l’onere delle composizioni, ci conduce una volta ancora attraverso un percorso centellinato di jazz e tradizione poco originale, ma non per questo privo di emozioni melodiche e una certa dose di poesia.
Il tratto delineante di questo disco continua ad essere l’agile ed elegante articolazione strumentale e i temi piuttosto facili e orecchiabili, ondulanti con brio; non dicasi per le improvvisazioni che latitano o che non vengono sviluppate a dovere, e questo va a discapito di una certa freschezza, ma ad ogni modo queste canzoni si rendono decisamente godibili per chi cerca la fedeltà ai canoni della tradizione.
Scorrendo la tracklist si possono evidenziare l’ottimo fraseggio di chitarra jazz frammisto allo scat spazzolato de “L’introvabile amor”, il samba lounge di “Che cos’è la vita”, il tango acustico “Sole d’inverno”, l’Argentina che sgambetta lussuriosa con una rosa rossa tra le labbra (Note di tango), e tutta la poetica arpeggiata e triste nell’evocativa traccia “Piazza Massimo Troisi”, in cui la Napoli dei vicoli e dei panni stesi – nel tempo di due minuti e 22 secondi di malinconia – funge da capolinea, da “ritorno a casa”, dopo avere viaggiato a bordo di questo treno immaginario sui binari dei pensieri.
Nulla di rivoluzionario, ma Salvatore Schisano regala melodie piano-forti, onde spiraliche fluttuanti pronte a dissolversi in nuvole translucenti di puro sentimento. E scusate se è poco.


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Track List:

  • In treno|
  • Che cos’è la vita|
  • Sole d’inverno|
  • Luna bianca|
  • Note di tango|
  • La pioggia di marzo|
  • L’introvabile amor|
  • Au revoir|
  • A voce do’ tiempo|
  • Piazza Massimo Troisi

Salvatore Schisano