Dove Osano I Rapaci
Italiana − Rock

Rusties

Dove Osano I Rapaci

2017 - Tube Jam Records / IRD
13/02/2017 - di
Mentre come tutti gli anni, in quella canonica settimana di febbraio, gazzette, televisioni e blog si riempiono di musica italiana, capita che ti passi davanti “dell`altra” musica italiana, concepita là Dove Osano i Rapaci, e quindi lontanissima dalle riviere sanremesi. Le radici sono più prealpine per i bergamaschi Rusties, che a cantare nella loro lingua madre ci arrivano dopo un lungo cammino e una parabola artistica, ormai quasi ventennale, di trasversale originalità: si passa dalle rivisitazioni live dei brani di Neil Young (ben 4 dischi) a due uscite di brani originali in inglese, fino all`ultimo cd Dalla Polvere e Dal Fuoco (2015), che “traduce” in italiano una non banale selezione di pezzi di John Martyn, Bruce Cockburn, Warren Zevon e, di nuovo, dell`amato Young. È quasi un lento percorso a tappe, che prepara per gradi la svolta di queste 11 canzoni, probabilmente maturate negli anni come una traccia parallela rispetto alla produzione ufficiale. Una scelta coraggiosa rispetto a un più sicuro ripescaggio di brani italiani di altri autori.

La rilevanza dei testi è evidente e quasi preponderante fin dal primo ascolto, soprattutto nella parte iniziale del disco, e le canzoni sembrano cucite addosso all`urgenza espressiva di raccontare qualcosa di sé, per la prima volta, in modo diretto: poi il suono si lascia andare, fino alle succose divagazioni strumentali di Una Storia per Noi e Queste Tracce. I componenti del quintetto cantano tutti, ed è un`altra novità, ma pur nella differenza dei timbri si percepisce un`unità di fondo e uno stile comune che richiama anche la recitazione e “sporca” le interpretazioni di ironia, sarcasmo, dolcezza. I temi si muovono tra divagazioni oniriche, più in linea con il sound generale e la voce del leader Marco Grompi (biografo italiano di Neil Young), e tematiche sociali, con qualche cliché di troppo qua e là e qualche buona intuzione sulle vere storture del tempo presente, come in Pezzo di Carta, dedicata alla triste realtà dell`emigrazione intellettuale dal nostro Paese (i “cervelli in fuga”). Intorno gira un bel suono molto seventies, registrato in quattro giorni “in presa diretta” (ci tengono a sottolinearlo), avvolto nelle spire un po` prog e un po` psichedeliche delle tastiere (ottime) di Massimo Piccinelli e delle chitarre di Osvaldo Ardenghi, musicista davvero completo, allievo e collaboratore di Enzo Iannacci. L`ispirazione viene dalla grande tradizione della musica italiana d`autore di quel periodo e, ovviamente, dalle indimenticate atmosfere younghiane e westcoastiane, sottolineate da vigorosi e trascinanti cori.

Ad aprire il disco sono gli accordi cristallini della title track, con un testo programmatico che accosta i rapaci sognatori ai rapaci predatori, in difficile convivenza nel tessuto sociale odierno. È mondo di prevaricazioni il nostro, dove qualcuno cede ai compromessi pur di passare dalla parte dei prevaricatori, come racconta Non Tornerà, pezzo dal ritmo in geometrico crescendo - ben sostenuto da Fulvio Monieri (basso) e Filippo Acquaviva (batteria) - che ritorna con veeemenza su sé stesso e sfocia nel ritornello solo nel finale; le voci si passano la mano, con quel taglio da “cantattori” di cui si diceva sopra. A seguire, dopo la tiratissima Pezzo di Carta spiccano le pagine più leggere e rilassate, affidate soprattutto all`intepretazione e alla penna del leader. Come Planare, in tempo dispari come tanti altri momenti di Dove Osano I Rapaci, culla l`ascoltatore con la slide, il piano e le sonorità rootsy, poco citate altrove. Eclissi, appena screziata dall`armonica, desertica e straniante (“ascolta il silenzio offeso dal tuo volo ipotetico...”) è ancora profondamente younghiana. La matrice progressive emerge invece in Una Storia per Noi, che ha un riff alla Cream e offre terreno fertile per la lunga cavalcata strumentale dove Piccinelli e Ardenghi incrociano le armi per quasi 4 minuti; la formula si replica in Queste Tracce: la chitarra dà il meglio, insieme alle tastiere jazzate, ma la canzone si fa apprezzare anche per l`azzeccato ritornello quasi pop. La chiusura è affidata a Magari Un Motivo, forse l`episodio più interessante e compiuto per scrittura e interpretazione: la chitarra di Ardenghi tallona la voce di Grompi, sottolineandone e ampliandone le malinconie.

L`eco di un bell`impasto sonoro, forgiato in tanti concerti, è la sensazione più intensa e durevole che lascia il disco. Per la band si aprono un nuovo capitolo e una nuova sfida, alla ricerca di una rotta sempre più originale e personale nel cielo della musica italiana.

 

 

Track List

  • Dove Osano I Rapaci
  • Non TornerĂ 
  • Pezzo di Carta
  • Non Lontano Molto Tempo Fa
  • Come Planare
  • Un Uomo Onesto
  • Eclissi
  • Una Storia Per Noi
  • Queste Tracce
  • Spirituale
  • Magari Un Motivo