Keepin` Outta Trouble - A Tribute To Bukka White<small></small>
Jazz Blues Black − Blues

Rory Block

Keepin` Outta Trouble - A Tribute To Bukka White

2016 - Stony Plain Records / IRD
16/01/2017 - di
“Country blues is part singing, part talking, part testifying, part dancing, all ebullient, all a celebration of life. For me this has always been the music that resonated with my heartbeat.”

Icona del blues acustico al femminile, eccellente chitarrista, interprete appassionata e songwriter di vaglia, Rory Block, classe ’49, trascorre l’infanzia nel posto giusto nel momento giusto. Nata a Princeton e cresciuta nel Village in una famiglia dove l’arte era la principale ragione di vita, si affaccia alla musica proprio all’esplodere del folk revival. Appena quattordicenne incontra Stefan Grossman (sarà lui la sua chiave d’accesso al Mississippi Delta Blues e ai suoi padri fondatori) e poco dopo, seppure giovanissima, parte per il sud degli States alla ricerca degli ultimi, leggendari, giganti del blues, conosciuti tramite le loro registrazioni degli anni ’20 e ’30, con cui avrà la fortuna di suonare, confrontarsi e raccogliere preziose testimonianze di un’epoca che proprio in quegli anni veniva riscoperta. L’amore precoce per il country blues, “the foundation of today’s electric blues, country music, and even the pop”, diventa la fede della vita a cui dedicare l’intera carriera, come comprovato dalla lunga serie di dischi all’attivo (una trentina, distribuiti tra opere originali e incisioni a scopo didattico) e un’interminabile attività live che l’hanno resa artista di fama mondiale. Il riconoscimento, attribuitole nel 1997 e nel 1998, di Best Traditional Blues Female Artist e l’elezione alla Hall of Fame, la certificano una vera e propria signora del blues, portabandiera indiscussa di una tradizione di inestimabile valore.

Per esprimere la sua gratitudine per la straordinaria esperienza vissuta in gioventù, la Block ha dedicato una parte importante della sua discografia all’omaggio ai maestri con cui ha avuto la buona sorte di suonare negli anni della sua formazione. Anticipata nel 2006 da The Lady and Mr. Johnson (tributo a Robert Johnson, il più grande e influente di tutti) nasce così la Mentor Series, sei album in cui Rory interpreta le opere di Son House, Mississippi Fred McDowell, Rev. Gary Davis, Mississippi John Hurt, Skip James e Bukka White.

Keepin’ Outta Trouble, l’ultimo in ordine temporale, è consacrato alla figura di Booker T. Washington “Bukka” White, un potente chitarrista slide dalla voce tonante, nativo di Houston, Mississippi, il caso vuole cugino di secondo grado di B.B. King. Persona di grande presenza, nonostante la bassa statura, Bukka si distingue per uno stile grezzo, primitivo, di grande forza ed energia: “I play so rough, I stomp ’em, I don’t peddle ’em” usava dire del suo approccio alla National Steel (il resonator, per intenderci). Le sue prime registrazioni risalgono al 1930 per la Victor (prevalentemente brani gospel), seguite da quelle più famose del 1940 per la Vocalion, considerate l’apice del suo testamento musicale. Dopo lunghi anni passati sotto traccia, verrà riscoperto nel 1963 da John Fahey a seguito della cover di un suo brano, Fixin’ To Die Blues, presente nel primo album di Bob Dylan. Da qui in poi la sua carriera riprende slancio e il suo nome comincia a girare nei circuiti universitari americani e nei festival blues, fino ad uscire fuori dai confini degli Stati Uniti.

Proprio le registrazioni del 1940 sono lo spunto per questo bel disco della Block che si approccia alle composizioni di White con occhio filologico e ne rispetta lo stile conservandone intatto lo spirito. Un disco molto tecnico in cui Rory sfoggia con passione il suo talento di chitarrista acustica: non una sbavatura o una nota fuori posto, ma nemmeno una dimostrazione di bravura fine a sé stessa. Quelli qui riproposti sono alcuni tra i brani più famosi di Bukka, a cominciare proprio dalla già citata Fixin’ To Die Blues dove il senso di inquietudine, la rabbia impotente e la cupa atmosfera del testo sono rimarcati dalla calma rassegnazione della voce scura e arrocchita. Parchman Farm Blues è il lamento solitario del condannato che solo la speranza di tempi migliori può consolare: Rory si immedesima nel personaggio con malinconica partecipazione. In Aberdeen Mississippi Blues è il ritmo cadenzato a dettare il tempo e la voce si fa squillante ed energica così come nel talking blues Panama Limited e in New Frisco Train.

La rilettura della musica di White è stata anche l’occasione per scrivere nuove canzoni in cui l’artista di New York si è lasciata ispirare dal groove martellante della sua chitarra: l’opening track che dà il titolo all’album e Bukka’s Day fungono da introduzione alla biografia del grande bluesman e rivelano quanto la Block abbia assimilato la sua lezione. Entrambi i brani sono composti con classe ed eleganza formale: l’ottimo suono della Martin Signature e un leggero tappeto di percussioni sorreggono la voce cristallina e decisa di Rory in un’esecuzione di gran pregio, dal taglio moderno, che ricorda, per analogia, il miglior Eric Bibb, altro devoto alfiere del country blues che sa guardare al futuro pensando alle proprie radici. Gonna Be Some Walkin’ Done (la cui parte di chitarra si rifà a Bukka’s Jitterburg Swing), Back To Memphis e Spooky Rhythm chiudono il cerchio di un disco di alto valore artistico.

Keepin’ Outta Trouble fa rivivere un’epoca ineguagliabile con passione e intensità. L’indiscutibile bravura di Rory Block, la sua abilità di interprete e il suo talento di autrice tengono ben viva la fiamma della tradizione e ne rinnovano il legame con il presente, compito eseguito alla perfezione da questa bravissima ambasciatrice del blues.

Track List

  • Keepin` Outta Trouble
  • Bukka`s Day
  • Aberdeen Mississippi Blues
  • Fixin` To Die Blues
  • Panama Limited
  • Parchman Farm Blues
  • Spooky Rhythm
  • New Frisco Train
  • Gonna Be Some Walkin` Done
  • Back To Memphis