Arriva la primavera, l'impollinazione, una ventata d'aria fresca avvolge i nostri corpi e le nostre esistenze, verrebbe voglia di uscire e mettere nell' I-Pod un po' di musica buona, giusto? Allora perché non provare con Propellor Time , ultimo disco di Robyn Hitchcock inciso con i Venus 3? D'altronde Propellor Time è una vera boccata d'ossigeno che contiene dieci gioiellini sospesi tra pop e rock, che ricordano Syd Barrett e Bob Dylan e arrangiati in maniera molto semplice ed efficace. L'album ha avuto una gestazione lunga, è stato registrato in sei giorni durante l'estate del 2006 ma ci sono voluti ben tre anni per vederlo nascere e, già dopo il primo ascolto, balzano all'orecchio alcuni rimandi – mai negati da Hitchcock - ai Beatles di 'Revolver'. Le melodie sono effervescenti, briose, fragili e le dieci canzoni si inseriscono senza alcuna difficoltà nel canzoniere di un artista da sempre attento e coerente con se stesso. Canzoni come Propellor time o Ordinary millionaire riescono ad essere sincere e gustose e la musica di Hitchcock, pur ispirandosi ad una poetica musicale già ampliamente affrontata e dibattuta, è onesta e fatta con passione. I Venus 3, tra cui possiamo annoverare Peter Buck dei REM, rispolverano vecchi suoni sixties e mettono in scena un universo stralunato, psichedelico, fatto di splendide ballate delicate, gentili, che non lasciano indifferenti. Il compito della musica è anche quello di ricordare e far rivivere le grandi sonorità del passato e Robyn Hitchcock lo fa con intelligenza e professionalità non deludendo mai le aspettative dei fan e compiendo un'operazione pedagogica con stile e una bella dose di audacia. Bisogna avere coraggio anche nel riproporre certi stilemi ormai abusati e se si ha la bravura e l'umiltà di Hitchcock, si può centrare pienamente l'obiettivo.
Track List: