Rita Marcotulli - KoinČ

Rita Marcotulli

KoinČ

2002 - STORIE DI NOTE

12/03/2003  |  di Christian Verzeletti

A chi non č abituale frequentatore del mondo del jazz, il nome di Rita Marcotulli non susciterą alcuna reazione. Ed č un peccato perché questa pianista romana, oltre ad aver fatto parte stabilmente della band di Billy Cobham, ha collaborato con artisti del calibro di Chet Baker, Joe Henderson, Michel Portal, Pat Metheny, Enrico Rava, Pino Daniele, solo per fare alcuni nomi. Il jazz č il terreno prediletto su cui si muove, ma mai in solitudine e soprattutto dirigendo sempre i suoi passi verso altre zone geografiche e musicali.
“Koinč” č l’immagine perfetta del suo essere artista: il titolo sta indicare quella lingua che era riuscita appunto ad accomunare i vari dialetti greci in epoca alessandrina, ma č anche metafora dell’incontro tra le diverse voci, tra suoni acustici ed elettrici, che il disco realizza. Si badi bene, nulla a che vedere con le contaminazioni tanto di moda o con gli effetti di presunte globalizzazioni, “Koinč” č piuttosto un linguaggio dell’anima, che va alla ricerca di quelle affinitą emotive e musicali che gli sono complementari.
Cosģ, le musiche e gli arrangiamenti emotivi di Rita Marcotulli creano un linguaggio intimo ed universale con il canto di Lena Willemark e di Anja Garbarek, con la gravitą di Gianmaria Testa e con la voce percussiva di Arto Tuncboyaciyan. Ciņ che stupisce č come ogni performance risulta pił di un semplice accostamento o collaborazione, fino a travalicare i pił labili confini del jazz.
Le composizioni della Marcotulli hanno il dono dell’incanto e il suo piano č un mondo privato che si apre ed accoglie. Nel suo piccolo universo entrano l’Africa con l’accompagnamento vocale fornito a “Afromenia”, l’Oriente con la title-track e il Nord Europa con i canti della Willemark e della Garbarek, quest’ultima splendido incrocio tra Bjork e Billie Holiday.
“Koinč” potrebbe essere iscritto tanto al jazz europeo pił sofisticato, quanto al miglior cantautorato italofrancese, vista le presenza di brani come “Numeri”, che potrebbero stare in un disco di Ivano Fossati. Il disco va oltre anche quella world music, che di solito raccoglie progetti dalla portata cosģ ampia, e mette in mostra una personalitą tanto discreta quanto trasparente: la musica della Marcotulli si distingue per delle leggere sincopi, appena accennate al piano e molto melodiche, come fossero rhythm’n’blues sussurrati, che aprono la via ai vari strumenti.
Ci si puņ far avvolgere dagli effetti orchestrali di “Afromenia” oppure commuovere di fronte alla profonditą acustica di “Just feel”: in ogni caso, “Koinč” č un disco da godere in silenzio, senza alcun pregiudizio, con il rispetto che si deve alla diversitą e la curiosa attenzione che ci č richiesta dalle storie degli altri, vicini o lontani.


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Track List:

  • G.CONTINUO|
  • FRAGMENT 1|
  • INTERFERENCE|
  • AFROMENIA|
  • FRAGMENT 2|
  • IL RICHIAMO|
  • NUMERI|
  • KOINE“|
  • JUST FEEL|
  • E PER NON FARE LA FINE DI QUELLA TALPA|
  • FUORI DAL TEMPO

Rita Marcotulli



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