Richard Buckner - Sir dark invader vs. the fanglord

Richard Buckner

Sir dark invader vs. the fanglord

2005 - Fargo

13/04/2006  |  di Christian Verzeletti

Ci sono dischi che passano troppo velocemente. E che vengono fatti passare troppo velocemente, anche da chi li produce e li mette in circolazione.
“Sir Dark Invader Vs. The Fanglord” è uno di quelli: pubblicato verso la fine del 2005 e arrivato dalle nostre parti all’inizio del 2006 grazie alla distribuzione della Fargo, esce a poco più di un anno di distanza da “Dents and shells”, come succede sempre più spesso in un mercato che richiede prolificità continua anche a musicisti non di primo piano.
Queste nove canzoni poi costituiscono un lavoro minore persino all’interno della discografia dei rispettivi autori, un po’ come visto di recente anche per “Destination unknown” di Ron Sexsmith (e Don Kerr).
“Sir Dark Invader Vs. The Fanglord” è nato dall’incontro tra Richard Buckner e Jon Langford ed è la testimonianza di una collaborazione che risale al 2002 e che si è esaurita nel giro di una settimana. Buckner è cantautore di matrice folk americana, mentre Langford (Mekons, Waco Brothers) ha un approccio rock più britannico.
I due si sono ripartiti i brani e il suono del disco in modo equilibrato: hanno portato ognuno dei pezzi propri e ne hanno composti anche insieme, ma soprattutto hanno lavorato alternando le proprie voci. Ci sono momenti in cui le canzoni suonano come frutto di un lavoro di coppia e momenti in cui emergono invece le singole personalità: in ogni caso i risultati ottenuti sono discreti, ma non degni di particolare nota.
“Sweet anybody” e “Torn apart” sono forse le tracce in cui meglio si sposano le attitudini dei due con gli slanci pop-rock di Langford a smuovere le ombre folk di Buckner tra una ritmica sostenuta e i ricami del mandolino di John Rice.
Per il resto ci sono buoni esempi di cantautorato, in cui le voci dei protagonisti si accostano l’una all’altra dividendosi le strofe o sostenendosi nelle vocals: se da una parte “Stayed” e “do you wanna go somewhere?” contengono le tipiche flessioni gravi di Buckner, dall’altra “The Inca Princess” e “No tears tonight” provengono dalla mano più british di Langford e possono difatti far venire alla mente qualche andamento alla Billy Bragg. Piacevole anche “Rolling of the eyes” che comincia con qualche effetto e si fa percorrere da tremiti appena più rock.
Titolo e grafica giocano poi sull’opposizione tra luce ed ombra, tratteggiando i protagonisti come due cavalieri di bene e male in un dualismo che in realtà nel disco non si concretizza: la collaborazione tra Buckner e Langford non è tale da giustificare vicinanze od opposizioni così forti.
È sufficiente per mettere assieme un buon disco, che passa senza meritarsi particolari elogi o descrizioni.


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Track List:

  • Rolling Of The Eyes|
  • Nothing To Show|
  • Sweet Anybody|
  • From Attic To Basement|
  • Torn Apart|
  • Stayed|
  • The Inca Princess|
  • No Tears Tonight|
  • Do You Wanna Go Somewhere?

A Buzz Supreme Pyxel.it Mk Records Marte Live http://www.protosound.net