Remo Anzovino - Dispari

Remo Anzovino

Dispari

2005 - --Risorgive Records

Emergenti

19/09/2005  |  di Simone Broglia

“Dispari” è il disco d’esordio del compositore friulano Renzo Anzovino, una raccolta di commenti musicali a film muti degli anni venti, quelli degli impressionisti tedeschi come Pabst e Murnau, celebre per il suo “Nosferatu”.
Anzovino ha spunto compositivo e abilità d’orchestrazione, le musiche sono piene, mature, decadenti come i primi anni del Novecento. Sono giochi sonori malinconici dove regna incontrastata la guida degli strumenti a tastiera. “L’immagine Ritrovata” è un manifesto di pathos e malinconia dove il solo pianoforte di Anzovino fa chiudere gli occhi all’ascoltatore e lo immobilizza nella sospensione ipnotica di una melodia.
Il Novecento è stato il secolo dello sfiorire delle avanguardie, del mutare dei movimenti nella grandiosità della stanchezza e decadenza artistica che li ha caratterizzati, così anche le musiche di Anzovino, legate a quel periodo, risentono di quell’estetica. Un periodo in cui muta la società, muta il cinema, e muta la musica.
Il jazz comincia a farsi strada, ma più di tutti sono il tango ed i ritmi di danza derivati dalla spagnola Habanera che costituiscono un sogno erotico ed esotico carico di sensualità. Così anche nel disco di Anzovino c’è solo qualche accenno al jazz, invece molto è giocato sulla fisarmonica che respira languidamente e fa sentire la sua soffusa voce su di un tango come in “Que Viva Tina”.
I brani hanno due caratteristiche che li accomunano: l’intento verso la ballabilità e la capacità di trascinare l’ascoltatore in un vortice musicale, un’onda che piano si trascina sulla riva, ma il cui riflusso non ti lascia scappare.
Cominciare ad ascoltare “Dispari” vuol dire sentirlo tutto d’un fiato e immediatamente riascoltarlo, come stregati dalla breve intensità dell’opera, in cui ogni brano lascia una traccia melodica indelebile. Personalmente la mia preferenza va ad “Impair” un pezzo veramente bilanciato nella musica, dove dal refrain si sgancia il violino di Fabio Sperandio, algido, tagliente come una lama, ma allo stesso tempo in grado di avvolgere e stringere l’ascoltatore.
Ovviamente questo brano è una preferenza dettata dal gusto personale, ma di cose da notare e finezze compositive da sottolineare ce ne sarebbero molte. Ad esempio il movimento dei due clarinetti di Silvia Dell’Agnolo sotteso a “Nanuk”, che unito al suono di darabukka, mescola l’Oriente e l’Occidente in una stessa canzone.
Molto importante anche la saltuaria evidenza data al contrabbasso, che si sgancia dal resto dell’orchestra solo in alcuni brani, e che in “Cammino nella Notte” sembra aprire la strada al magnifico crescendo successivo. Bella è anche la “Marcetta dell’Inconscio” e la malinconica tromba di Flavio Davanzo in “Senza la Musica” con cui il disco si chiude. “Dispari” è una raccolta, ma scorre unito, intenso e consecutivo.


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Track List:

  • I Misteri di un’Anima|
  • Que Viva Tina|
  • Impair|
  • Nanuk|
  • L’immagine Ritrovata|
  • Cammino nella Notte|
  • Marcetta dell’Inconscio |
  • L’amore Sospeso|
  • Senza la Musica

Remo Anzovino



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