R.e.m. - Around the sun

R.e.m.

Around the sun

2004 - WARNER

15/10/2004  |  di Maurizio Pratelli

Provate a immaginare i Rem come a un glorioso veliero che dopo aver solcato gli oceani e vinto le onde delle burrasche, abbia ammainato le vele per godersi le ricchezze conquistate. Stipe e compagni non sono più i pirati del rock che hanno invaso il mondo con una serie di capolavori come “Murmur”, “Document”, “Automatic For The People” e dischi milionari come “Out Of Time”, non sono più la guida del rock americano, non sono più arrabbiati e, diciamolo, l’età per esserlo è passata.
Ora navigano a vista, senza lo stesso vento che per anni ha trasportato le loro canzoni, diventate ora quiete e placide come la bonaccia che non agita più i loro mari.
Oggi i Rem sembrano solo raccontare quelle che sono state le loro avventure, oggi osservano ciò che accade, hanno smesso di combattere. Ed in fondo è giusto così, non si può pretendere che le rivoluzioni, le sperimentazioni le facciano gli ultraquarantenni. Le cose più belle le hanno già fatte e probabilmente anche quelle più brutte. Questo nuovo album è quanto di meglio la band di Athens possa produrre nel terzo millennio, senza svendere la propria musica.
Ballate lente, chitarre smorzate, proteste velate. Sì, perché la tanto discussa “Final Straw” in fin dei conti non sfonda la porta di Bush: più semplicemente bussa con educazione, la stessa con la quale oggi la loro (bella) musica si presenta alle nostre porte.
Insomma, quando ci troviamo di fronte ad una band di questo livello, che in qualche modo ha segnato la storia del rock, tutto diventa più difficile: scindere passato e presente è impossibile e dischi come questo alimentano il fuoco di chi pensa che bisognerebbe avere il coraggio di smettere. Ma sono gli stessi, ammettiamolo, che sarebbero impazziti per una reunion dei Beatles o dei Led Zeppelin, gli stessi che ancora oggi si strappano i capelli (ma li hanno ancora?) per un concerto dei Rolling Stones.
Quindi accettiamo questo disco come il lavoro di un uomo che pur faticando ancora a sorridere - lo sguardo è sempre quello di un pirata cattivo con il volto segnato dalle battaglie - ha un animo gentile che cerca di mostrare attraverso le sue canzoni. Certamente possono riuscire in questo scopo l’emotiva “Leaving New York”, l’intensa “The Outsiders”, a bordo della quale prova a salire anche Q-Tip senza scuotere più di tanto la ciurma, e la pianistica “Make It All Okay”.
I Rem hanno gettato l’ancora, si godono il sole (al crepuscolo) senza abbandonare la nave: un gesto comunque apprezzabile per l’onestà con la quale continuano a proporre la loro musica, le loro dolenti ballate acustiche, nelle quali la voce Michael Stipe continua ad emozionare.
D’accordo sono passati più di dieci anni dall’ultimo capolavoro dei Rem. Ma quanti ne sono passati dall’ultimo degli U2, quanti dall’ultimo dei Rolling Stones? Non tutte le band importanti hanno avuto la fortuna (?) di sciogliersi: la storia del rock non può essere solo quella dei Clash, dei Doors o dei Beatles. E poi, anche se i Fabfour si sono divisi, quanti dischi di Paul McCartney dovremo ancora aspettarci?
I fan della band Georgiana, e sono tanti, troveranno modo di apprezzare anche questo disco e probabilmente il terzetto che per qualche lustro ha rappresentato il meglio del rock americano non cerca altro. Ora rimane da scoprire chi ne prenderà il posto, forse vacante da anni.
Scusate se insisto. Sarò un feticista del digipack ma proprio non riesco a capire come si possa licenziare un disco confezionato in questo modo. Hanno risparmiato anche sulla taschina che avrebbe dovuto contenere il libretto con i testi. Come sono caduti in basso!
Il libretto e la Warner ...


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Track List:

  • LEAVING NEW YORK|
  • ELECTRON BLUE|
  • THE OUTSIDERS|
  • MAKE IT ALL OK|
  • FINAL STRAW|
  • I WANTED TO BE WRONG|
  • WANDER LUST|
  • THE BOY IN THE WELL|
  • AFTERMATH|
  • HIGH SPEED TRAIN|
  • WORST JOKE EVER|
  • THE ASCENT OF MAN|
  • AROUND THE SUN

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