R.e.m. - Accelerate

R.e.m.

Accelerate

2008 - Warner

28/04/2008  |  di Ambrosia J. S. Imbornone

Era dai tempi di “New Adventures in Hi-Fi” (1996) che si aspettava un nuovo album rock da quello che dopo l’addio di Bill Berry era divenuto il trio di Athens.
Da questo punto di vista non ci si può lamentare di “Accelerate”, promettente fin nel titolo. La Rickenbacker di Peter Buck intreccia infatti parti di chitarra che sono uno splendore di incisività e significatività, mentre al buon lavoro dell’additional musician Bill Rieflin alla batteria si affiancano le linee di basso in grande risalto (ad es. nelle strofe della title-track, non a caso senza respiro) ad opera di Mike Mills, ottimo anche nei cori. La voce di Michael Stipe, ormai quarantottenne, dal canto suo è sempre più ruvida, soprattutto nei diversi momenti più o meno parlati del disco (v. le due tracce d’apertura, dalla pregevole impronta live), ma questo dà ai brani una profondità sofferta e una grinta corrosiva, lontana da concilianti e ruffiani abbandoni alla melodia.
Tuttavia, non siamo di fronte ad una rivoluzione: dopo due dischi che graffiavano poco, il terzetto ha finalmente dissotterrato l’anima rock, ma in questo album latita quella sperimentale che aveva estasiato o, a seconda dei casi, deluso ai tempi del controverso “Up” (per chi scrive valga la prima). A voler essere pignoli, forse manca anche una ballata davvero storica che entri di diritto nel catalogo di brani analoghi portati a fama planetaria dalla band. Ma bisogna pure accontentarsi.
Questo non è un disco da incendiari, ma neanche da pompieri. Si temeva che i R.E.M. stessero smarrendo l’ispirazione: un ottimo lavoro come questo va solo accolto calorosamente come un figliol prodigo, di cui certo non si va a notare il colore della camicia. Un po’ di motivi per cui festeggiare poi ce ne sono. Ai caratteri generali già menzionati si possono aggiungere la buona co-produzione di Jacknife Lee (già con Editors, che apriranno i concerti italiani dei R.E.M., Bloc Party, Snow Patrol, ecc. ), la verve di un singolo di lancio ben strutturato come “Supernatural Superserious”, la strepitosa apertura ariosa del ritornello del secondo singolo “Hollow Man”, le staffilate da pelle d’oca dell’organo in contrappunto alle sonorità acustiche di “Houston” o la piccola perla “Sing for the Submarine”, che, pur non essendo molto immediata, nella costruzione strumentale, soprattutto nella discreta enfasi finale, pare da antologia della musica.
Nei testi ricorrente si direbbe la necessità di narrare e scongiurare il morbo di un’indifferenza crudele, che è anestesizzazione e distrazione dalla progressiva rovina ecologica-politica dell’America (v. anche i sarcastici versi “If the storm doesn’t kill me / the government will” in “Houston”). “Until the Day is Done” suona amaramente apocalittica e, fin dalla lungimirante citazione di W. S. Burroughs che ne precede il testo, vede la realtà sgretolare le comode menzogne e illusioni della retorica patriottica. Se questo brano guarda al presente e al futuro prossimo, la fantascientifica “Sing for the Submarine” immerge uno sguardo obliquo e acuto in un mondo onirico che sembra illustrare una rinascita dopo la catastrofe, quasi predicendo una nuova Atlantide.
In definitiva, chiudendo un orecchio sulle ultime due tracce in vago odore di glam e kitsch, speculari purtroppo solo decisamente in peggio rispetto alle prime due, è un gran bel sentire. E lo sarà ancora di più in tour.


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Track List:

  • LIVING WELL IS THE BEST REVENGE|
  • MAN-SIZED WREATH|
  • SUPERNATURAL SUPERSERIOUS|
  • HOLLOW MAN|
  • HOUSTON|
  • ACCELERATE|
  • UNTIL THE DAY IS DONE|
  • MR RICHARDS|
  • SING FOR THE SUBMARINE|
  • HORSE TO WATER|
  • I´M GONNA DJ

A Buzz Supreme Mk Records Marte Live Pyxel.it http://www.protosound.net