Quireboys - This is rockīnīroll

Quireboys

This is rockīnīroll

2001 - SANCTUARY RECORDS

14/01/2002  |  di Christian Verzeletti

Queste chitarre le abbiamo giā sentite tante volte, siamo giā stati nei posti dove ci spingono queste canzoni, abbiamo ballato e sognato con loro tanto tempo fa, neanche cosė tanto, ma sembra proprio tanto, storia ormai. Eppure siamo di nuovo qua, forse siamo solo nostalgici o forse aveva ragione chi diceva che la storia č un ciclo di corsi e ricorsi, ma in ogni caso questo č rock’n’roll.
Non c’č bisogno di giustificarlo e di dire che ci piace come facevano gli Stones negli anni ’70 o di addolcirlo come fa adesso Jagger con qualche pappetta, basta dire che č rock’n’roll e suonarlo. I Quireboys lo sanno bene e se lo ricordano anche dopo due scioglimenti e quasi quindici anni di etā che oggi č pių di una vita per una band, ma per il rock’n’roll č ancora etā da furori giovanili.
Questo nuovo disco sancisce il loro ritorno e, anche se erano in pochi ad aspettarselo pių e ancora di meno a dirlo, č un rock chiaro e diretto che i tanto ancora osannati Rolling Stones e con loro molti altri hanno smesso di fare da tempo rassegnandosi al diffuso riciclo.
“This is rock’n’roll” non ha la bellezza selvaggia e sporca di blues di quell’esordio fulminante che fu “A bit of what you fancy”, ma le sue chitarre graffiano e le canzoni sono sode come si deve.
Non mancano i luoghi comuni o, se volete le coordinate del genere: amori disperati, la sigaretta infilata nel manico della chitarra, qualche bottiglia e sogni impossibili, ingenuitā che oggi suonano banali, ma che commuovono per la loro spontaneitā istintiva priva di falsi pudori.
Pezzi come “C’mon” o “It’s alright” sono raffiche di energia che arrivano come scossoni dopo tanto assopimento e tanto letargo. A loro non sembra importare molto essere considerati o meno un memoriale degli Stones, dei Faces e degli AC/DC, basta essere vivi e suonare, soprattutto ora che molti loro compari sembrano essersi persi per strada (Dogs d’amour, Chesterfield Kings, Georgia Satellites). Non si sa mai che a forza di chitarre e voci rauche si riesca ancora a tirar fuori qualcosa di nuovo da questo suono.
Per ora c’č da godersi queste nuove canzoni, libertine, ruffiane, alcoliche, fumate e festaiole, tutte giocate sul vecchio trucchetto di alzare la temperatura in vista del ritornello e di un assolo che scotta sul manico della chitarra. Qualche spruzzata d’organo, qualche soffio d’armonica, alcuni tocchi di reggae, un paio di lenti gonfi di crescente retorica, fatti apposta per la voce rauca di Spike, e una ballata (“Seven days”) con Guy Bailey che fa vedere di saper lavorare anche di fino.
Questi ragazzotti, eternamente pettinati come Ron Wood e Rod Stewart, ci impediscono di logorarci sui vecchi dischi di un tempo e si sbattono sui loro strumenti come forsennati, mettendoci anche un po’ di furbizia imparata da tanti anni di bevute e di batoste in giro per i locali.
Insomma, niente di nuovo, ma tanto rock’n’roll.


Discografia:

A BIT OF WHAT YOU FANCY 1990, EMI RECORDS LTD
LIVE ALBUM 1990, EMI RECORDS LTD
BITTER SWEET AND TWISTED 1993, EMI RECORDS LTD
FROM TOOTING TO BARKING 1995, GRIFFIN MUSIC / GOPACO
BIT OF WHAT YOU FANCY / BITTERSWEET (REMASTERED) 1997, EMI
LOST IN SPACE 2000, SNAPPER
THIS IS ROCK’N’ROLL 2001, SANCTUARY RECORDS


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Track List:

  • THIS IS ROCK’N’ROLL|
  • SHOW ME WHAT YOU GOT|
  • SEARCHING|
  • SIX DEGREES|
  • C’MON|
  • SEVEN DAYS|
  • TAKEN FOR A RIDE|
  • COLDHARBOUR LANE|
  • TURN AWAY|
  • TO BE|
  • ENOUGH FOR ONE LIFETIME|
  • IT’S ALRIGHT|
  • NEVER LET ME GO

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