17/03/2011 | di Alfonso Fanizza
A due anni di distanza dal loro disco d’esordio autoprodotto Lunario, i veneti Public tornano sulla scena indie nostrana con un nuovo lavoro, Oracolo, inaugurando così la neonata etichetta Lavorarestanca di proprietà di Fabio De Min, frontman dei Non Voglio Che Clara. Attivi sin dal 2006, i Public vengono considerati una specie di super gruppo italiano data la militanza al suo interno di musicisti di diversa estradizione musicale come Paolo Berarldo (ex Northpole), Guido Berton (ex Disfunzione), Paolo Carraro (ex Valentina Dorme), Diego Dal Bon (ex By Popular Demand) e Alberto Montesarchio(ex Artemoltobuffa e Loft), ognuno di loro apporto fondamentale all’influenza sonora proposta nelle loro canzoni.
Crocicchio delle esperienze passate dei membri del gruppo, Oracolo è un disco dalle buone intenzioni, rispetto al precedente suona più intenso grazie all’irrobustimento delle linee melodiche e al perfezionamento del registro sonoro, mentre la destrutturazione formale adottata a scapito della consueta forma canzone, tipica del precedente, evidenzia la voglia della band di distaccarsi da certi standard musicali. I Public sfoggiano undici nuove canzoni d’impatto immediato, elegantemente eseguite in una liturgica commistione di generi e influenze, melodicamente piacevoli, scorrevoli e destinate a rimanere memorizzante nonostante siano lontane dalla tipica forma-canzone.
Partendo da una base rock, le canzoni di Oracolo trovano migliore espressione, in un breve lazzo di tempo, tra vellutate sonorità indie, ma contaminate di spregiudicato pop con una strizzatina d’occhio, d’obbligo, alla canzone d’autore. Un disco ottimamente interpretato, immerso in una testualità ben congenita, valore aggiunto alle canzoni, fondamentale l’apporto dell’audace cantato di Paolo Berarldo a risaltarne il valore espressivo delle parole, sospese in contesti che si trascinano dietro tematiche semplici ma mai scontate nei contenuti: l’amore scongiurato di Canto per scongiurare o quello sofferente diffuso Tra gliamici, il futuro di Nel 2020 e l’onirica atmosfera de Il lato magico della strada. Quest’ultima scritta a quattro mani con De Min, in veste anche di musicista e co-produttore del disco.
Un’opera degna di nota per un gruppo tutto da scoprire o ri-scoprire.
Track List: