Pieta Brown - Mercury

Pieta Brown

Mercury

2011 - Red House Records / IRD

Americana Songwriting

10/12/2011  |  di Pietro Cozzi

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“When she sings you're aware of something effortless and natural, like rain on earth”: la miglior definizione dello stile di Pieta Brown, figlia del grande Greg Brown, ce la regala Mark Knopfler, ed è difficile non convenire con lui. Una voce “spontanea, naturale, come la pioggia sulla terra”, gonfia di umori e profumi della natura, apparentemente dimessa ma piena di fascino e sfumature, come il viso di Pieta nella foto di copertina di questo Mercury. La ragazza dell'Alabama, arrivata al suo quinto disco, conferma il talento di eccezionale singer-songwriter capace di suscitare uno spettro di emozioni molto vasto, dal puro divertimento delle ballate country alla profondità di alcune perle di pura poesia cantautorale. A supportarla c'è un team di musicisti di gran classe, a partire dall'immancabile compagno-produttore-chitarrista Bo Ramsey, che senza protagonismi mette a disposizione delle qualità canore di Pieta, sempre in primissimo piano, il suo pungente fingerpicking. Affianca Ramsey l'ottimo Richard Bennett (Mark Knopfler, Steve Earle, Emmylou Harris), anche lui dotato di un tocco molto personale, unito al caratteristico riverbero naturale della National Resonator.

Pieta racconta di aver sognato un piccolo fienile, nella campagna tra Memphis e Nashville, straordinariamente simile allo studio di una sola stanza dove poi ha registrato, in soli tre giorni e in presa diretta, questo Mercury. Nei 13 brani l'atmosfera contemplativa e poetica si alterna a un mood più arido e bluesy, anche se non mancano divagazioni rilassate, che confermano le potenzialità ad ampio spettro della nostra. Così è impossibile non farsi conquistare dall'iniziale Be With You, allegra ballata country, dalla scintillante title-track, potenziale singolo a un passo dal mainstream, e da I'm Gone, funky e sbarazzina.  

How Much of My Love è invece un capolavoro di languida malinconia, sussurrato confidenzialmente e sostenuto da un intreccio di chitarre con lo stesso mood. I Don't Mind, più folkie, ha la medesima delicatezza straniante. C'è poi la faccia blues-oriented: Butterfly Blues (manco a dirlo) si muove dalle cadenze della musica del diavolo verso territori country-western, corredata da un assolo ad hoc, mentre Night All Day ha un andamento più canonico, cullato dalle torbide risonanze della chitarra. Pieta non ha una voce blues, ma la sua interpretazione, straniante e opaca, aggiunge fascino ed originalità. E siamo quasi al finale quando torna Mark Knopfler, straordinario special guest e lead guitar, con il suo timbro inconfondibile, su So Many Miles, l'episodio più energico e rock.

Verrebbe voglia di ascoltare Pieta Brown muoversi ancora su territori simili, magari per un intero disco e con una produzione più “importante”. Di carte da giocare ne ha ancora tante, sulla strada di un auspicabile e meritato successo non solo di nicchia. Per ora c'è questo Mercury, vulnerabile e prezioso come l'omonimo elemento, caldamente consigliato per tranquilli tardo-pomeriggi invernali.

 

 

 

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Track List:

  • Be With You
  • Butterfly Blues
  • Mercury
  • How Much of My Love
  • I'm Gone
  • I Want It Back
  • Blue Rider
  • Night All Day
  • Closing Time
  • I Don't Mind
  • Glory to Glory
  • So Many Miles
  • No Words Now

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