Qualcosa che vale<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − folk pop rock

Patrizia Cirulli

Qualcosa che vale

2012 - FPPC
21/11/2012 - di
Nel 1982 Lucio Battisti pubblicò il suo quindicesimo album, quell’ E già  che marcò la fase del dopo Mogol; composto insieme alla moglie Grazia Letizia Veronese, il lavoro segnò un netto distacco col passato ed uno sguardo attento ed originale alla scena degli anni ’80 che andava aprendosi.

Lucio ricorre ad un uso dell’elettronica di marca minimalista, lontana dalla verve dance pop e più prossima ad una certa espressione metropolitana che caratterizzò una parte importante della nascente new-wave; ad evidenziare questo tratto evolutivo Battisti canta con una voce filtrata in eco e tenuta quasi in secondo piano, come se si volesse che le canzoni acquisissero una vita autonoma dall’autore.

I testi si distaccano dalla vena di Mogol, caratterizzata da una spiccata sensibilità per i temi a due vissuti in transito tra adolescenza e maturità.

Patrizia Cirulli è una cantautrice milanese che accetta una sfida importante, far rivivere questo lavoro in un quadro personale, rispettando le composizioni originali ed infondendo un’importante valore aggiunto sia in termini interpretativi che di arrangiamenti musicali.

L’esito è di sicuro interesse per una serie di ragioni che cerchiamo di elencare.

Patrizia mantiene la voce in primo piano; il suo timbro e le sue sfumature ricordano l’approccio della Mannoia, solido e denso di personalità propria ma capace di conferire una dolcezza che dà anima ai brani. I temi quindi appaiono più vissuti che comunicati.

Gli arrangiamenti eliminano completamente l’elettronica e portano in evidenza trame acustiche valorizzate dalla partecipazione di ospiti di eccellenza: quattordici chitarristi selezionati tra il meglio della scena nazionale danno un contributo fondamentale alla revisione artistica del lavoro, ciascuno secondo le proprie caratteristiche.

Fausto Mesolella, Mario Venuti, Pacifico, Fabrizio Consoli, Paolo Bonfanti, Carlo Marrale / Simone Chivilò, Giorgio Mastrocola, Giuseppe Scarpato, Carlo De Bei, Andrea Zuppini / Massimo Germini, Walter Lupi e Luigi Schiavone sono gli strumentisti che si alternano come ospiti nelle varie tracks conferendo unità e varietà musicale nello stesso tempo. 

Il lavoro sottolinea come, al di là della sua novità, E già fosse comunque un disco con il DNA di Lucio. L’effetto viene ottenuto abbandonando gli schemi minimalisti dell’elettronica e dando colore alle interpretazioni.

Scrivi il tuo nome chiarisce subito questo aspetto assumendo un carattere cantautorale evidenziato dagli arpeggi di Pacifico (che pur è un cantautore), utili a recuperare l’essenza base di Battisti.

Non sei più solo, proposto con l’intervento di Mesolella (Avion Travel), trasforma la scheletrica matrice originale, in qualche modo contrastata tra canto ed elettronica, in una forma mediterranea e teatrale che cita le “emozioni” battistiane evidenziando coerenze liriche con il passato più celebre.

Il flat di Lupi in Straniero riporta a certi ritmi di Lucio di fine anni ’70 unitamente ad un canto più diretto.

Si evita sempre il puro carattere filologico preferendo, talvolta correndo anche qualche rischio, un riesame personale.

Molti brani sono virati in modo evidente; Mistero  va verso il rock pop, con il plettrato di Schiavone che si sostituisce all’algida punteggiatura elettronica originale, così come Registrazione recupera umori da rock mediterraneo alla Bennato (sarà per la chitarra di Scarpato) e La tua felicità richiama a tratti Finardi.

In alcuni casi il gioco rende bene, come in Slow motion in cui la venatura etno e mediterranea recupera su di una certa inconcludenza dell’originale; in altri si ha qualche flessione, come in Hi – Fi, in cui la versione originale appare più incisiva rispetto alla scorrevolezza dinamica della reinterpretazione, basata sulla slide di Bonfanti.

L’eccellente sinergia tra Patrizia e i suoi ospiti, tutti perfetti nell’evitare sia di essere proni all’originale che di risultare invadenti con la propria personalità, rende i brani eseguiti in duo talmente ricchi e compatti da non far sentire la mancanza di un gruppo e tanto meno di un’orchestra.

Un ottimo esempio di pop d’arte, in equilibrio tra l’intensità della canzone di autore,  la fruibilità della base leggera e la ricchezza di echi musicali odierni; una sintesi attuale, grazie alla quale rivive un lavoro magari minore, ma denso di spunti, che resta lontano dall’accumulo della patina del tempo.

Track List

  • Scrivi il tuo nome
  • Mistero
  • Windsurf windsurf
  • Rilassati ed ascolta
  • Non sei più solo
  • Straniero
  • Registrazione
  • La tua felicità
  • Hi-Fi
  • Slow motion
  • Una montagna
  • E già

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