Pane e Tempesta<small></small>
− Jazz

Paolo Damiani

Pane e Tempesta

2010 - Egea
06/10/2010 - di
Paolo Damiani è un violoncellista e compositore romano che si è distinto sia sulle scene del jazz che su quelle della musica per teatro e danza. Piuttosto distante dal jazz statunitense ha sempre cercato di attingere a repertori più vicini alla cultura del vecchio continente, dando vita ad una’arte estremamente articolata. Questo ´Pane e Tempesta´ prende il titolo dall’ultimo libro di Stefano Benni confermando l’interdisciplinarietà artistica di Damiani. Il lavoro è realizzato con un organico estremamente ricco, composto da giovani che intervengono in una logica di workshop a cavallo tra combo ed ensemble allargato; musica scritta e strutturata ma anche fresca e comunicativa. L’esordio ´Frag 2´ è un equilibrato alternarsi tra momenti solisti di cello e flicorno ed interventi corali su di una linea melodica semplice ed evocativa, che potrebbe funzionare bene come intro ad un film d’arte. ´Sentieri smarriti´ è più basata su swing e quindi su impulsi jazz che preferiscono comunque la melodia all’improvvisazione pura e dura; questa considerazione ci sentiamo di estenderla a tutto il disco, in cui pare predominare l’interesse alle linee orizzontali rispetto ad approcci più astratti. Assolutamente di vertice è il momento di ´Escort song´ che buca letteralmente il lettore CD. Si tratta di una canzone su testo di Benni cantata da Ludovica Manzo che interpreta il tutto alla Mina del miglior periodo. Il messaggio è dirompente: l’escort è l’eroina dell’episodio che guarda i suoi clienti dall’alto senza evitare un malcelato disprezzo. Fantastico ascoltarlo riportandolo alle miserie della nostra cronaca recente; un vero e proprio pugno che dovrebbe smorzare sorrisi ebeti e idioti maschilismi propagandistici. Intelligentemente Paolo si limita a comporre un accompagnamento evitando di distrarre l’attenzione e valorizzando con discrezione l’interpretazione di Ludovica. Dopo un incipit così si presume che il lavoro possa perdere solo di tensione ma non è così; ´Laughing´ si sostiene con una verve funky fusion, ´Cose così´ va all’opposto con dinamiche leggere e quasi sommesse, l’altro brano di Benni ´Quello che non voglio´ non fa brutta figura per il suo contenuto al vetriolo (pur senza arrivare alla potenza della canzone dell’escort) e per il canto tra scat e leggero, ´Respiri di tempo´ chiude con fiati quasi barocchi modulati su di una trama che pare un saluto cordiale. Intendendo il senso dell’aggettivo non dal punto di vista formale proponiamo in ´raffinato´ la parola migliore per sintetizzare il giudizio su questo apprezzabilissimo lavoro.

Track List

  • Frag 2
  • Sentieri smarriti
  • Escort song
  • Laughing
  • Cose così
  • In un tempo lontano
  • Giochi d’acqua
  • Quello che non voglio
  • Era d’argento
  • Respiri di tempo