Paolo Cecchin - Nel mio mondo

Paolo Cecchin

Nel mio mondo

2010 - Pitta Records

Emergenti Pop rock

10/05/2011  |  di Annalisa Pruiti Ciarello

Nulla esiste senza il suo contrario. Non c’è bene senza male, non esiste giorno senza notte, non v’è rumore senza melodia (sacrosanta legge del rock). Nel  gioco degli opposti , si fa strada la musica di Paolo Cecchin. Ci invita “nel suo mondo”, contaminato dal rock, riff di chitarre e ritmi prodotti dalla batteria.                                    

Nel mio mondo
è l’invito che il giovane cantante porge al gentile ascoltatore.
Il 2008 vede Paolo impegnato per la prima registrazione dell’album, che esce a distanza di due  anni nel 2010. Protagonisti del disco sono gli amori, le speranza, i sogni, le illusioni e le delusioni. Che pervadono la vita dei giovani, forse da sempre.                                                                                                                                      Il Il suo rock, dagli influssi d’oltreoceano, si piega alle melodie degli anni 80: sono presenti d’altronde nell’album due cover, Milano e Vincenzo di Alberto Fortis e La nostra relazione, scritta ed interpretata nel 1978 da Vasco Rossi. Le scelte sono motivate: la prima per via del testo polemico, che si sposa col nuovo arrangiamento di stampo rock. La seconda cover risulta invece simile nei contenuti ad un brano scritto da Paolo e presente nell’album, Non mi importa. Il pezzo in questione narra la fine di un amore, ma non nega la possibilità di una nuova vita: “non mi importa più di te, sono vivo” canta aggressivamente Cecchin con voce sprezzante.  
                
Il giovane cantante di Bassano Del Grappa, in occasione dell’incisione del suo primo album, si adatta a suonare più strumenti, batteria, percussioni, chitarra e piano. Non produce solo rock: infatti la traccia 2, La sola ed unica, appare come un solare pezzo pop, parla della complicità nel sentimento, è una dedica ad una “musa isterica”. Morbide le note della ballad Destino, che termina con un ritornello in cui la voce del rocker duetta con le melodie della chitarra. Il gioco degli opposti è ben esposto in Happy Hour (non mi diverto più), che, con testo filosofico, esprime l’armonia dei contrari. Incertezze in Salto nel vuoto, pezzo che parla di fiducia, in cui traspare l’anima rock del cantante. Sonorità che conducono negli anni ‘90 in Spero, brano che ricorda vagamente i Pixies, i Sonic Youth, e gli indimenticabili Nirvana, gruppi con la quale il rocker vicentino è cresciuto.                                                              
Paolo ha iniziato a scrivere a 17 anni: uno dei suoi primi brani, La festa della nullità, è contenuta nell’album, ed è il frutto di ciò che gli anni ‘90 hanno seminato. Un rock avvincente dai profumi internazionali, misto ai contenuti per niente banali, canta l’effimero. Le paure di Paolo si fanno vive in Dissolvenza in nero, l’eterno ritorno di Nietszche: è questo il brano più rock dell’intero album, con un finale in sospeso, che lascia spazio al “forse”. Niente è più bianco o nero, adesso c’è spazio per tutte le sfumature.                                                               
Sfumature che ci invita a cogliere, se solo ci lasciamo tutto alle spalle ed entriamo “nel suo mondo”, che di grigio non ha nulla, ma è un microcosmo colorato, fatto di suoni e tanta confusione: il rock d’altronde non è ordine.
E come avrebbe detto Nietszche, “Bisogna avere il caos in sè per partorire una stella che danzi”.


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Track List:

  • NON MI IMPORTA
  • LA SOLA ED UNICA
  • DESTINO
  • MILANO E VINCENZO
  • HAPPY HOUR (NON MI DIVERTO PIù)
  • SALTO NEL VUOTO
  • LA NOSTRA RELAZIONE
  • SPERO
  • LA MIA ANIMA RESTERà
  • LA FESTA DELLA NULLITà
  • DISSOLVENZA IN NERO
  • LA TELA DEL RAGNO

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