Paolo Bonfanti - Takin´  A Break

Paolo Bonfanti

Takin´ A Break

2011 - Club De Musique Records / IRD

Americana Songwriting

13/06/2011  |  di Gianni Zuretti

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E alla fine Paolo Bonfanti ha realizzato “Il Disco”! L’artista genovese da oltre due decenni ha il grande merito di essere, con Fabrizio Poggi e Fabio Treves, l’alfiere della diffusione e sopravvivenza del blues in Italia, ciò nonostante pensiamo che la sua deriva musicale complessiva sia da ascrivere da sempre alla roots music di matrice americana, anche se il blues risulta spesso la portante ma l’utilizzo del country, del rock e del folk non sono affatto secondari; è per questo motivo che riteniamo che Bonfanti debba finalmente essere, passateci il termine, “incasellato” nel moderno genere Americana scrollandosi di dosso l’amato blues nell’accezione stretta del termine.  

In apertura si lasciava intuire, in modo enfatico ma meritevole, che Takin’ A Break è certamente il disco più cospicuo della discografia di PB, infatti il Nostro, tornato all’inglese come lingua d’espressione, strappa applausi a scena aperta in ognuna delle canzoni dell’album. La sua chitarra, da grande chitarrista quale è,  viene scarnificata, resa scevra da facili virtuosismi solistici e riff magari accattivanti, per lasciare il posto alla sostanza attraverso un suo utilizzo molto funzionale alle canzoni. La sua voce è usata in scioltezza, così com’è (ed è una bella voce), senza ridondanti forzature, permettendo in tal modo alle belle soluzioni melodiche di mettersi in mostra e catturare il nostro consenso. Le nove canzoni e lo strumentale Meteorology  sono affascinanti e si attestano su livelli qualitativi normalmente riferiti a titolati cantautori americani.  

Dopo aver doverosamente segnalato che il disco è dedicato ad Umberto Tonello, mai dimenticato “uomo di musica”, grande amico e tour manager di Paolo, scomparso nel 2009, si parte con Dark And Lonesome Night,  un gran pezzo blues, dal mood ipnotico e circolare, in cui Bonfanti crea, dopo una partenza acustica, un ipnotico wall chitarristico, che funge quasi  da bordone, a cui si affianca il delicato violino di Fabio Biale.  

Ma la parte del leone la fanno le ballate che sottolineano la qualità della scrittura di Bonfanti, impossibile restare insensibili al fascino della  malinconica mid tempo  Nowhere Fast  e ancor di più resistere all'evocativa I Got A Mind (pregevole l’accordion di Roberto Bongianino in entrambe) che insieme alla title track si contendono la palma della migliore del lotto. Una annotazione a parte per Isolation Row, Paolo si è superato scrivendo un pezzo che tanto piacerebbe (non solo per il titolo) a Dylan, applausi!  

Ancora una volta, grazie ad un grande artista italiano, dobbiamo prendere atto che il suono Americana a volte corre tra la A7 e la A26.

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Track List:

  • Dark and Lonesome Night
  • Shoot ‘Em all Down
  • Nowhere Fast
  • I Got a Mind
  • Isolation Row
  • Between Me and You
  • Late again
  • Hands
  • Meteorology
  • Takin’ a Break

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