Ozric  Tentacles - The yumyum tree

Ozric Tentacles

The yumyum tree

2009 - Snapper

24/03/2009  |  di Massimo Sannella

Penso che non ci sia poi tanto da aggiungere: chi – in tempi meno sospetti - si è incollato ali sulla schiena prodigandosi nell’emulare l’Icaro che tra i solchi dei primissimi Floyd, ELO, Hawkwind o Zawinul e soci, invogliava a spiccare il volo, non potrà mai disconoscere gli “stupefacenti” allunaggi cosmicrock degli inglesi Ozric Tentacles che, dalla abbondante metà degli anni ’80 ad oggi, pianificano una sistematica e ambita strage neuronica di massa alla quale due generazioni di adepti si sono prostrati come cavie “prescelte dall’alto”.
Con la formazione attuale, che vede il grande vecchio Ed Wynne – costante presenza sin dagli esordi - alla chitarra e tastiere,Brandi Wynne al basso elettrico e tastiere e Metro alla batteria e percussioni, sono di nuovo in pista per portarci in un´altra galassia indefinita sulle ali del loro nuovissimo album “The Yumyum Tree”, l’ennesimo “Hofmann legale” della loro sconfinata discografia. Sembrano passati secoli da quando l’era dei campionamenti, dei sintetizzatori, degli effetti sonori diventava parte integrante della musica suonata a “caldo”, ma mai così riattualizzata, sviscerata e inglobata in ogni minimo fusion details come in quei e – nuovi - capolavori che la premiata ditta OT continua a seminare.
Dunque ancora un esaltante lavoro pregno di ultra-visioni, sottovuoti, allucinazioni, funk-jazz tribalizzato, raids compressi nell’etnico e rutilanti abluzioni nello space rock che fanno perdere ogni punto cardinale di dove si sia; un’effettistica elettronica degna del miglior Kubrick, dove non esiste omogeneità ma si viaggia parallelamente nel fluido dell’interspazio tra musica e alterazione psico-attiva sensoriale. “The Yumyum Tree” riporta – come da marchio di fabbrica della band – nelle espansioni seventies, nel tridimensionale pathos freak senza binari; un progetto che rimane fisso sulle sue caratteristiche originarie: sperimentare in quella zona di confine tra sogno e delirio.
Si oltrepassa la barriera della realtà con “Magick valley” , spirali di techno ipnotiche, circolari, risucchianti da un lavorìo di basso eclatante, per entrare nella dimensione di “Oddweird”, giocata su zaffate di sinth caotici e riff di chitarra funk-latin; non c’è traccia di movenze “accademiche”, ma una inesauribile energia free che soffia vento in “Mooncale”, scorribanda prog al cubo che prima si tuffa nell’amniotico pads di “Oolong oolong”, si asciuga nel caldo world etnic di “Yumyum tree” e alla fine corre via nel ritmo digitale dalle assonanze arabeggianti di “Plant music”.
Un disco di meravigliose alchimie melodiche impazzite, schegge lunari connesse e conficcate direttamente al cervello che, se con “Nakuru” ti fanno muovere virtualmente dentro un foresta ancestrale, tra i suoi respiri, affanni, ombre e misteri, con “San Pedro” ti lasciano verosimilmente galleggiare in un infinito campo magnetico spaziale, tra programmings, slappate di basso, a milioni di anni luce dalla tua postazione fisica.
Non c’è assoluto bisogno di inforcare occhiali speciali, bastano un buon paio di cuffie stereo, una mezz’oretta libera da impegni di sorta, e sarete perfetti per incontrare gli Ozric Tentacles, e per intraprendere di nuovo un’altro fantastico audio-trip in 8D !!!


Condividi:


Pyxel.it Mk Records A Buzz Supreme Marte Live http://www.protosound.net