Over The Rhine - The Long Surrender

Over The Rhine

The Long Surrender

2011 - Great Speckled Bird

Americana Songwriting Alternative folk

11/03/2011  |  di Vito Sartor

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Se un tempo rimproveravamo gli Over The Rhine di avere un atteggiamento naive e di nicchia e di costruirsi uno schermo dietro cui nascondersi, attribuendo questa "colpa" alla ricerca di un suono sempre più perfetto, oggi prendiamo solo atto della loro natura, ovvero quella di fare bei dischi in cui al centro troviamo una sorprendente ricerca melodica e sonora come ci testimonia questo The Long Surrender.

Anche in questo lavoro Karen Bergquist e Linford Detweiler portano dietro di se una vita e un bagaglio artistico enorme, fatto di tanto materiale prodotto e diverse esperienze vissute. L’espressione vocale ancora ci allieta giocando nell´oscurità del jazz e dello swing, del blues come del pop, unito a un singolare stile “black”, che naturalmente ha sempre reso il suono della band  di Cincinnati un pretesto per allietare in maniera romantica gli ascoltatori del rock e del jazz e di chiunque cerchi l´alta classe nella nuova musica americana: queste produzioni hanno un profumo di folk e tradizione ma tendono a tutt´altro, a suoni trasversali, universali, come in un catalogo immenso di stili che partono dall´America per spostarsi ovunque. Stili diversi ma ben catalogati da un maestro come Joe Henry, produttore di questa sorta di viaggio sonoro che ripercorre tutto il percorso artistico di Karen e Linford.

In The Long Surrender ritroviamo un po’ tutti i capitoli della carriera degli Over The Rhine: i giochi di coppia di Drunkard’s Prayer (2005) e la ricerca sonora di The Trumpet Child (2007). Questo disco si presenta puro, come nella piano ballads a voce alta dell’eleganza "borghese" di Sharpest Blade. Introduzioni elettroniche di un suono moderno e pop rock di Rave On e di The King Knows How (solo Henry sa fare cose del genere assecondando la voglia di classe e dando spunti in più al suono pieno e futuristico), sono partenze in cui Karen sfoggia la sua potenza, ripresa nel solitario di There´s A Bluebird In My Heart. E ancora la raffinatezza di un tango trasformato in song-write in Soon e Undamned, in cui la malinconia di una ballata lenta e solitaria della voce di due splendide donne (una è niente meno che Lucinda Williams) ci riporta allo stile emotivo dei Cowboy Junkies.

La teatralità di Infamous Love Song invece riconduce al tema centrale del disco: una colonna sonora empatica, impegnata a scavare nel dolore umano. Nel quattordicesimo disco degli Over The Rhine resistono i capitoli di rara bellezza, spinti dalla splendida Only God Can Save Us Now in una spiritualità aperta e immensa, un folk soul che solo artisti di livello sanno comporre, esempi “che sanno di terra e di cielo; e un po´ vorremmo quasi che i disco finisse qui.

Mille vicissitudine, soprattutto economiche,  hanno dovuto farci attendere parecchio prima di riascoltare gli Over The Rhine. Il loro stile del rimanere nel sottobosco non aiuta ancora oggi questa realtà a diffondere la propria musica e a vedere riconosciuti i meriti della loro bravura. A parte ogni sfumatura della vita, The Long Surrender rimane uno dei dischi più belli che questo 2011 saprà darci.

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Track List:

  • The Laugh of Recognition
  • Sharpest Blade
  • Rave On
  • Soon
  • Undamned
  • Infamous Love Song
  • Only God Can Save Us Now
  • Oh Yeah By The Way
  • The King Knows How
  • There´s A Bluebird In My Heart
  • Days Like This
  • All My Favorite People
  • Unspoken

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