Other Lives - Tamer animals

Other Lives

Tamer animals

2011 - Tbd Records

Americana Folk

31/07/2011  |  di Andrea Valbonetti

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A fine agosto uscirà in Europa il secondo album degli Other Lives, già pubblicato in USA a maggio. Si intitolerà Tamer Animals e sarà pubblicato dallŽetichetta TBD Records.
Tamer animals esce a due anni di distanza dal primo lavoro omonimo che ha iniziato a far conoscere la musica di questo gruppo dellŽOklahoma, ed è frutto di un lavoro intenso di scrittura e di ricerca durato quasi un anno e mezzo e condotto in autoproduzione nei loro studi di Stillwater.
Non si può parlare della musica degli Other Lives senza immaginare lŽambiente paesaggistico e naturale dal quale è influenzata: le grandi pianure americane, terre di orizzonti infiniti, di bisonti, di tempeste di polvere e sabbia, di isolamento, di storie di migranti che sono state fonte di ispirazione per le Dust Bowl Ballads di Woodie Guthrie. Jesse Tabish, voce della band, dice che basta uscire cinque minuti da Stillwater per trovare solo pianure desolate. Questa natura pura, sublime e selvaggia che può schiacciare, con la sua forza, l’uomo incapace di integrarsi e di rispettarla, sintetizza la poetica che gli Other Lives trasferiscono nella loro musica.
 
Tamer Animals può essere definito un disco di folk sinfonico delle grandi pianure, un album dal respiro epico e drammatico.
Le undici tracce subiscono la forte influenza della musica strumentale di Philip Glass e dei Sigur Ros (come in Hedge East) e del pathos di certi brani di Morricone (come in Old Statues) che vengono ricondotti dentro il confine del genere americano più tradizionale: il folk. Nascono così pezzi indimenticabili con arrangiamenti potenti e ricercati che intrecciano violoncello, violino, corno, piano, chitarra e cori.
 
Rispetto al primo album, che non ha ottenuto grande visibilità, nonostante presentasse già alcuni semi che sono cresciuti con il nuovo lavoro, il salto qualitativo è stato veramente notevole in termini di ricerca e di costruzione del suono. Non è un caso se il nuovo album sta suscitando interesse, oltre che critiche molto positive, e se negli ultimi tempi sono stati chiamati ad aprire i concerti di artisti più affermati, anche nel panorama
internazionale, come i Decemberists o i National.
 
Oltre al lavoro sulla musica anche le liriche sono estremamente curate; Jesse Tabish è un avido lettore appassionato di Vonnegut come altri esponenti dell’indie folk americano tra i quali Conor Oberst, ed hanno spesso come tema di fondo proprio quella natura selvaggia e quel destino avverso che può schiacciare lŽuomo anche solo per capriccio.
I due capolavori assoluti del disco sono Dust Bowl III, canzone emblema fin dal titolo di questa epica chiaroscura, che si inserisce nella tradizionale musicale e letteraria americana, e Tamer Animals con un riff di piano incalzante, le sue atmosfere gotiche ed una voce profonda da oltretomba che scandisce versi sibillini come “we’re all just and end to a simple thing, and it’s all you see”.

Tamer animals
è un disco splendido, profondo e sfaccettato che ci regala un gruppo originale da continuare a seguire nella speranza di poterli ascoltare dal vivo prima o poi in Italia.



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Track List:

  • Dark horse
  • As I lay my head down
  • For 12
  • Tamer animals
  • Dust Bowl III
  • Weather
  • Old statues
  • Woodwind
  • Desert
  • Landforms
  • Headin east

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