Quantum<small></small>
Italiana − Canzone d`autore − rock, art-rock, sperimentale

Onorato

Quantum

2017 - Lilium Produzioni
05/05/2017 - di
Finalmente gianCarlo Onorato torna con un album di inediti, il quinto della sua carriera da solista, in cui officia ancora una volta un rito misterioso, talora sussurrato, che conduce in fitte tenebre polpose, nel ventre buio e abbacinante della poesia e nel “lago caldo” di essenzialità acustiche suadenti.
La ritmica tra elettronica e analogico, percussioni, batterie e batterie trattate, è palpito febbrile, oppure pulsare del sangue sotto pelle, spettrale e ipnotico, tra morbidi squarci di chitarre acustiche folk anni ’70 (Il barocco del tuo ventre), passo del perturbante che tesse incantesimi al contempo leggiadri e fatali tra mulinelli di organo. Altre volte ancora i ritmi dispensano sinuosità feline di bassi ‘70s, cadenze funeree che sciolgono cuori e occhi, oppure rintocchi lenti e minimali che tendono l’aria all’ascolto e all’attesa dell’incanto in atto.
Nell’album, che vede tra i musicisti anche Alessandro Grazian (che ha partecipato anche agli arrangiamenti di due pezzi) ed è stato suonato e prodotto con Marco Giuradei, il pianoforte di Meg Russo effonde un canto lucido di eleganza e denso di malinconia, oppure stende pennellate di colori drammatici e poetici (v. la meravigliosa Primavera di Praga, dispensatrice di brividi tra fremiti di organo, hand clapping, chitarre giocattolosamente meste e tocchi d’ascese in violini).
Nel disco si ascoltano melodie diafane, che pure affondano le loro radici nella sehnsucht magmatica della carne; le canzoni suggono la loro linfa anche da vuoti e silenzi musicali presaghi e tesi, da pause liturgiche che preparano nuovi acmi.
Il lirismo di Onorato si conferma allusivo e puro, carne e cielo, materico e sublime, delicatezza mormorata e pathos vorticoso che trascina in abissi e paradisi, torrenziale sete d’infinito che vanamente la vertigine dei sensi tenterà di saziare, mentre glorifica i misteri della carne, deifica ed esplora passione, fecondazione e concepimento, sublima incontri e assenze, la vita e la morte. Tra suoni asciutti e impennate emozionali (v. per esempio la conclusiva Il passaggio), l’artista continua a sperimentare nuove ipostasi di una bellezza terrena e furente. Da ascoltare.

Track List

  • Le belle cose
  • Il barocco del tuo ventre
  • Niente di te
  • La norma dell’attesa
  • Scintillatori
  • In grazia
  • Primavera di Praga
  • Amigdala
  • Senza gravità
  • Invocazione alla notte
  • Il passaggio